Month: settembre 2018

lo scambismo in una coppia

Lo scambismo, in una coppia, può essere un valore aggiunto, un test per verificare la reale forza del sentimento, ma non può essere visto come una sorta di terapia e di benedizione alla libertà sessuale irrispettosa.

 

Come scrivevo nel precedente articolo:

 

Ci sono alcuni problemi, in un rapporto di coppia, che sono latenti, per chissà quale motivo, eppure discuterne potrebbe essere un ottima soluzione, ma l’abitudine di vita, la situazione, magari, di convenienza economica e di alloggio, porta a evitare di esporsi ed esporre le reali problematiche. Cosi molti, afflitti da un rapporto triste e magari ormai scarno di passione fisica e mentale, trovano al di fuori, la distrazione, la nuova storia che sognano di vivere.

 

Infatti lo Scambismo è visto, per chi non lo pratica, una sorta di tradimento con l’approvazione reciproca, ma per chi lo pratica non è cosi: è saper scindere sesso e sentimento, fiducia e sana gelosia, cosi che lo Scambismo (Swinger) diventi una distrazione sana e intrigante del gioco sessuale nella coppia, aiutandoli, così, a riscoprirsi e a fortificarsi. Di contro, può essere la rovina di una relazione. Conosco coppie scambiste che hanno avuto quello stile di vita per un po’ di tempo e le vedo ancora oggi felici, tenersi per mano, toccarsi, baciarsi e cercarsi. Poi vedo coppie, sempre presenti nelle messe e attività parrocchiali, coppie che hanno conformato il loro percorso di vita alle regole del matrimonio ecclesiale, conservatrici, che, a malapena, si parlano in pubblico.

 

Lo scambismo può far bene alla coppia?

 

Alcune coppie preferiscono andare in posti esotici, altre in crociera, per far ripartire il proprio rapporto fuggendo dalla routine, per poi tornare, sperando di essere cambiati e rafforzati. Poi ci sono quelle coppie che usano il loro tempo libero, quindi bene o male tutto l’anno, parlando della loro unione e vita e sperimentando sessualmente nuove idee, giochi anche mentali e, perchè no, anche accogliendo altre coppie, singoli o singole, nella loro sessualità.

Raccontiamo la storia di Marco e Giada, nomi di fantasia. Marco e Giada, rispettivamente 48 e 45anni, si sono sposati 5 anni fa, matrimonio civile dato che entrambi sono divorziati. Hanno figli da precedenti relazioni, di 4 e 17 anni. Vivono nella provincia Fiorentina, dove lavorano come impiegati. Il tempo libero lo passano a camminare con i loro cani, a fare puzzle e a vedere nuovi film o serie tv.  A volte vanno in un locale di Scambisti aperto da qualche anno, The Gamer, una discoteca dedicata, ed è proprio li che li ho conosciuti. Come per me, anche per questa coppia, il sesso occasionale con estranei è un’attività ricreativa come qualsiasi altra.

 

Come è iniziato

 

Fu Marco a proporre l’idea di iniziare a capire e scoprire cosa fosse lo scambismo. Lui, anche se nervoso nell’esprimere questo desiderio, pensò che sarebbe stato un buon modo per spezzare la monotonia del matrimonio, che sentiva potesse giungere, vista la passata esperienza matrimoniale. Lo suggerì, per la prima volta, nel bel mezzo di una cena intima a lume di candela, ma, malgrado l’atmosfera, Giada non impazzi di gioia, a tale proposta. “All’inizio era piuttosto esitante,” mi disse Marco.

“Ero un po’ sconvolta”, ricorda Giada.” Ma con un po’ di romanticismo mi convinse: sono una persona aperta, quindi per lui ero disposta a provare, per renderlo felice e per capire se, poi  sarebbe piaciuto ad entrambi o sarebbe rimasta una fantasia su cui giocare solo noi due.”

 

La loro prima volta…

 

Ci vollero quasi sei mesi, dopo il consenso di Giada, per preparare e trovare un luogo adatto a loro. Marco cercò online, siti di scambismo, poi studiò le recensioni e lesse i consigli, che altre coppie fornivano, finché arrivò a scegliere un nuovo locale, da poco aperto, e perchè nuovo, sicuramente poco affollato, sembrava accogliente da come vide nelle foto del sito. Cosi Marco e Giada si avviarono alla loro prima serata swingers.

Entrambi rimasero molto colpiti dall’atmosfera sorprendentemente serena, una discoteca a tutti gli effetti con stanze e luoghi accoglienti. Le stanze al piano superiore erano con letti ampi e comodi, tutte dotate di dispenser con gel lavamani e fazzoletti. “All’inizio non mi sentivo a mio agio, timido e un po’ e nervoso,” raccontò Marco. “Non sono una donna da discoteca”, aggiunge Giada. “Io non faccio clubbing, non bevo, quindi per me ci è voluto un po’ più tempo per aprirmi e parlare con la gente“. Tuttavia non era sola: c’erano, in realtà, parecchi frequentatori che non bevevano. “Non è un posto dove tutti sono ubriachi“, spiega Marco.

Dopo aver esaminato la scena, ognuno si concentro’ sui potenziali partner e iniziò conversazioni casuali. “Non è che ti butti nel letto”, dice Giada. “Inizi a parlare con loro e li conosci un po’”. Sembrava tutto abbastanza normale, tranne per gli argomenti di conversazione. Normalmente quando le persone si incontrano per la prima volta, le discussioni si basano essenzialmente sul che fai e dove vivi, ma qui si aggiunge la nota del sesso, la libertà di parlarne senza remore, tabù.”

Tutto si svolge come un discoteca normale, si balla e se si vuole si beve. Giada notò una cosa, “nessuno turba le donne, sono tutti gentili, nessun approccio sgarbato, neanche dai singoli.” Se vuoi balli, se vuoi ti intrattieni, se vuoi provochi, se vuoi ti dirigi nelle stanze dedicate. Nelle stanze, puoi solo farti vedere, mentre fai sesso, chiudendo la porta e dalla finestrina dai spettacolo, oppure lasci aperta la porta e accogli chi vuoi tu e fai sesso con chi ti piace.

 

La loro prima serata passò…

 

Al loro rientro dalla prima serata, Giada e Marco mi raccontarono che, quasi contemporaneamente, si posero la classica domanda: “come è stato per te?” Domanda che ho posto anche io, ma che che Giada non soddisfò: “Ne abbiamo parlato perché voleva conoscere le mie sensazioni, per rassicurarmi che non ci fosse gelosia”. Insieme, decisero che era qualcosa di apprezzato e avrebbero continuato a fare.

 

Sistemarsi in una routine

 

Nel giro di pochi mesi, la coppia creò un modello. Frequentavano un evento o locale di scambisti, ogni tanto, abbastanza da poter essere definiti “regolari”, ma non così tanto da considerarsi parte di quel gruppo.

Frequentavano varie feste. Alcune limitate solo a persone di mezza età, altre che includevano persone di età diverse. Giada preferisce una varietà di età, anche se non sta cercando di essere un puma. “I più giovani non fanno niente per me” sorride.

Al contrario, Marco preferisce la serata solo over 50. “Le donne più mature sono più … istruite”, azzarda. “Esperienza”, suggerisce Giada. “Esattamente,” concorda Marco.

Negli incontri, non hanno mai voluto portare a casa nessuno, di quelli che conoscevano: “giochiamo sempre e solo nei locali o negli eventi” spiega Marco “Il sito dove siamo iscritti lo usiamo per fissare o trovare eventi e me ne occupo io. Di conseguenza non accettiamo di andare ospiti in case altrui, a meno che non sia per una festa.” Alla mia domanda se il loro scambismo era condiviso nella stessa stanza o in separata sede, Giada mi risponde: “preferiamo giocare insieme, raramente ci separiamo, e se accade, comunque non torniamo mai da soli a casa, ci aspettiamo. Inoltre ho scoperto che le attenzioni femminili molto appaganti, quindi, se siamo tutti insieme meglio”.

 

Come lo scambismo ha aiutato il loro matrimonio

 

Finora, la loro vita sessuale affollata non ha influito negativamente sulla loro unione, tutt’altro: “È meglio”, dice Marco “Siamo solo più forti“, concorda Giada: “C’è una certa energia che scaturisce dalla libertà, perché sai che puoi fare quello che vuoi.” Entrambi dicono che, con lo scambismo hanno imparato a sentirsi “meno intrappolati” nella loro relazione a lungo termine.

Non importa quanto tu ami qualcuno, le cose possono diventare stantie“, spiega Marco. “Aggiungendo altri partner sessuali nel mix, si mantiene tutto più fresco – incluso il sesso con la persona con cui sei impegnato. Non avendo confini così rigidi, ci siamo aperti di più l’uno con l’altra”.

Marco e Giada quando parlano con coppie che vorrebbero provare questo stile di vita consigliano: “Assicurati che sia qualcosa che vuoi davvero fare, perché la gelosia può rapidamente insinuarsi e distruggere una relazione“, avverte Giada. “Devi assicurarti che sia qualcosa con cui ti senti a tuo agio.

 

Conclusione

 

Questo è un racconto di una delle tante coppie, un parere, la loro visione, il loro modo di vivere lo Scambismo. Essere una Coppia Scambista non significa essere stereotipati in una forma, non significa che tutti vivono lo scambismo alla medesima maniera. Siamo vari nel vivere una relazione, ognuno ha le sue vedute in fatto di coppia e sesso, di conseguenza anche in questo stile di vita ci saranno varietà di stili e modi nel vivere e sentire lo scambismo. Dipende da Voi, dipende da te, non esiste una regola per iniziare, esiste la tua capacità di vivere la tua relazione in maniera stabile e forte.

coppia scambista, chi sono e come si fa ad esserlo

La coppia scambista oggi è un po’ più “sdoganata”, ma ancora molti la vedono come una coppia pervertita e insoddisfatta. Ma è realmente così? Personalmente, ho scoperto diversi lati positivi, nelle mie relazioni, compresa l’attuale, nel vivere un simile “stile di vita”.

La pratica scambista sembra che, negli ultimi anni, sia divenuta più socialmente accettata, anche se, per molti, è ancora vista come una pratica immorale e scandalosa, soprattutto chi fa del legame di coppia un possesso o un contratto con la chiesa.

Ci sono problematiche, in un rapporto di coppia, che vengono spesso nascoste alle parti in gioco, per chissà quale motivo, eppure il discuterne potrebbe essere un ottima soluzione, ma l’abitudine di vita, la situazione, magari di convenienza economica e di alloggio, porta a evitare di esporsi ed esporre tali problematiche. Così molti, afflitti da un rapporto triste e magari ormai scarno di passione fisica e mentale, trovano fuori la distrazione, la nuova storia che sognano di vivere.

Ci sono delle regole per essere Coppia Scambista?

la coppia scambista

La regola numero uno, per qualsiasi coppia che vuole diventare coppia scambista, deve essere la comunicazione, deve saper comunicare all’interno del rapporto, senza timori, vergogna e imbarazzo. Sentimenti, pensieri e paure devono poter essere espressi apertamente, prima e dopo. La pianificazione è la chiave perché una volta che è successo, non si può tornare indietro.

Le coppie dovrebbero esprimere le loro paure, idee e pensieri molto prima di fare il primo passo per diventare scambiste. Bisogna essere in grado di prepararsi, bisogna essere chiari sulle intenzioni reciproche: “Stai solo cercando una nuova esperienza insieme?” “Stai bene con l’esperienza?” Bisogna esporre i propri limiti, con i quali ti trovi o meno a tuo agio, molto importanti e degni di essere rispettati. Se sei in una coppia e coinvolgi la sola femmina, ti sentiresti a tuo agio con un uomo in mezzo a voi? O più uomini? O preferisci un’altra coppia con voi? Sei disposto a “giocare” separati gli uni dagli altri? Cerca di immaginare ogni possibile scenario e preparati a questo.

Un argomento di cui molte coppie non parlano è il futuro. Cosa succede se uno dei due nella coppia non ama realmente l’altro partner? I problemi che si manifestano dopo l’evento scambista non sono altro che situazioni latenti di degrado affettivo e di problemi di coppia e, sicuramente, azioni del genere sviluppano un veloce deterioramento del rapporto.

Entrambi avete deciso che la vostra relazione sia abbastanza sicura da provare una avventura scambista? La maggior parte delle coppie, soprattutto all’inizio, ha il timore di essere “scoperta” da colleghi, familiari o amici. La tendenza è di rimanere in anonimato. Questo può rendere difficile, per una nuova coppia scambisti, trovare altre persone del giro. Siti come Annunci69 possono essere un trampolino di lancio valido, c’è anonimato, si può interagire, non necessariamente si può dire l’esatto luogo di residenza, magari si possono spostare i giochi in zone dove sappiamo che non ci siano conoscenze dirette. Ad ogni modo, si gioca alla pari, se io conosco te sul sito significa che ci interessano le stesse cose, punto! Da tali siti si può arrivare anche a conoscere locali e feste dedicate, tutto diventa più semplice e fluido.

Ora non ho intenzione di entrare in quello che succede nelle feste o locali, lo affronterò in un prossimo articolo.

I possibili ostacoli

In una coppia il problema di base è il senso del possesso, come diceva Battiato, che coinvolge entrambi ed entra prepotente ancor prima della gelosia. Il fatto che lei o lui “sia Mio” provoca stati d’animo anche feroci, si passa dall’invidia all’espressione della virilità, dalla gelosia all’ossessione. Solitamente, la coppia che è moderatamente gelosa, non arriva a provare fastidio nella situazione scambista, purché non avvenga in stanze separate. L’atto erotico, sessuale, deve avvenire sotto gli occhi di tutti e due, è li che per la maggior parte si scatena il piacere mentale, si giunge all’orgasmo mentale e fisico in maniera più intensa. In pochi sanno spiegare il motivo di tale piacere, di vedere il proprio partner che fa sesso con un estraneo o estranea, non lo so spiegare neanche io, eppure lo pratichiamo a volte, ci appaga a entrambi il vederci con altri. Per alcuni, l’atto di lasciare ad altrui individuo il proprio partner per poi tornare insieme e vivere la loro intimità sessuale più intensamente, è come una prova, un riscatto, una conferma della loro unione, dell’ego individuale: “Sono sempre meglio io, torna sempre da me, non c’è nessuno come me per lei/lui!”.

coppia scambista più forte

La coppia Scambista è più forte?

La coppia si può fortificare perchè sa che non deve nascondere niente, esiste una libertà unica, una condivisione dei propri interessi, piaceri e desideri. Nasce cosi uno sorta di certezza che è fondamentale nella coppia: la sicurezza del sentimento, la consapevolezza di ciò che proviamo per il nostro partner. Durante un incontro scambista, l’atto sessuale promiscuo non è altro che immagini e corpi che si mescolano dando piacere mentale e fisico, come scrivevo sopra. Le immagini appagano, tanto da giungere all’orgasmo in maniera più forte. Vedi il tuo partner che ti guarda e ti chiede l’approvazione, osservi il suo piacere, che è diverso da quello che vedi quando lo fa con te, lo sguardo è diverso, è quasi animalesco, non c’è sentimento, ma “egoismo”, “vanità”.

L’esperienza dovrebbe essere qualcosa che si fa insieme, anche se siete separati. Imparerete i trucchi per mostrarvi a vicenda, nel tempo, le regole stabilite all’inizio si allenteranno. Vi sentirete più a vostro agio con gli incontri quando vi accorgerete di essere d’accordo e di incoraggiarvi a vicenda.

Tu che stai leggendo, devi imparare a pensare più al tuo partner che a te stesso. Dimentica tutti i pensieri come “gli piace di più”, o “non posso compiacere il mio partner in quel modo” . Pensa invece, quanto hanno apprezzato il tuo partner perché è bello, sensuale, eccitante, costruttivo: “Devo provare a compiacere il mio partner in quel modo”. Queste cose ti aiuteranno, ti faranno sentire meglio con te stesso, ti motiveranno a migliorare e diventerai più sicuro, la prossima volta. Renditi conto che negli incontri da scambista tutto sarà estremamente forte, la carica sarà intensa ed erotica. Il tuo partner potrebbe essere molto più eccitato di quanto tu non abbia mai visto prima, ma non prendere questo come qualcosa contro te stesso. È molto probabile che l’esperienza darà molto valore a se stesso e lo ricambierà. Sii felice di aver visto il tuo partner con quel livello di intensità erotica.

Conclusioni

Io e mia moglie facciamo sempre sesso dopo, da soli, ma non è solo sesso: Facciamo l’Amore. Può sembrare sciocco, ma è una specie di cerimonia di chiusura. Il giorno dopo ne parliamo. Le prime volte è stata una conversazione più approfondita. Ora ci limitiamo al chiedere se siamo stati bene, ma da li può nascere un argomento di conversazione e confronto, perchè è comunque divertente parlare di un momento speciale in cui sai che è piaciuto a entrambi.

Alla fine inizierete a notare gli effetti nella vostra vita personale. Farete più spesso l’amore e sesso, creativo e migliore. Inizierete ad avere più fiducia, entrambi. Ma voglio avvertirvi: vivere da coppia scambista può essere come una droga, alla fine rischierete di voler di più. Come le terapie per star meglio, ansiolitici o altri psicofarmaci, potrebbe indurvi, o peggio indurre solo uno di voi, a voler di più, a pensare che senza quelle serate e incontri il vostro rapporto possa decadere. Inoltre non è una terapia di coppia, come ho scritto sopra, se c’è del marcio nella coppia, esce, non sarà facile risolverlo se di base manca una sana comunicazione e un forte sentimento.

I copioni usati negli appuntamenti

I copioni usati negli appuntamenti sono determinate azioni che si compiono per creare interesse e giungere a una conquista di una persona che ci interessa e attrae anche sessualmente. Come vedremo esistono in ognuno di noi determinate azioni bene o male sempre uguali, proprio come si stesse interpretando un copione scritto.

In un post precedente, che evidenziava le differenze di genere quando si trattava di percezioni sulla riuscita di un appuntamento, ho citato l’esistenza di un copione che recitiamo per conquistare una persona. 

 

Script, o copione, di genere

Gran parte delle differenze di genere osservate durante i primi appuntamenti, sono il risultato di sceneggiature sessuali, recitiamo un copione ben stabilito. I copioni, o script di genere, danno alle persone il controllo su una situazione, in conseguenza del loro inserimento in risposte modellate. Molte regole tradizionali di corteggiamento mettono gli uomini nella sede dell’autorità. Per esempio, gli uomini tendono ad attuare il potere proattivo, nel quale iniziano l’attività sessuale, mentre le donne usano il potere reattivo , che implica o accettare o rifiutare i tentativi degli iniziatori.

I copioni usati negli appuntamenti Rose and Frieze (1993) hanno condotto uno studio con un campione in gran parte caucasico di 74 donne e 61 uomini di un’università pubblica del Midwest per esaminare le differenze di genere durante i primi appuntamenti. Ai partecipanti è stato detto di elencare 20 azioni o eventi che si sarebbero verificate durante un primo appuntamento (con una persona ipotetica dello stesso sesso), oltre a descrivere il loro primo appuntamento più recente. Hanno notato il verificarsi una forte distinzione di genere negli incontri. I copioni femminili erano molto più reattivi (cioè, valutavano molto l’appuntamento, la persona), i copioni Maschili e erano molto più proattivi (cioè puntavano più sull’attività sessuale).

In particolare, erano gli uomini quelli che pianificarono l’appuntamento, controllavano il dominio pubblico (cioè aprendo le porte, controllando i luoghi e scegliendoli) e iniziavano il contatto sessuale. Le femmine erano molto più interessate al dominio privato (ad esempio l’aspetto). Questo studio degli anni 90 dimostrava che le persone hanno un quadro chiaro di come si svolge un appuntamento e quali comportamenti dovrebbero verificarsi.

 

Gli stereotipi di genere

Ricerche più recenti hanno cercato di determinare in che modo gli script (copioni) di appuntamento influenzano il comportamento degli individui quando entrano in una relazione. In uno studio condotto da McCarty e Kelly (2015), i ricercatori hanno esaminato un campione di 176 studenti universitari del Midwest che dovevano leggere stereotipi di genere (situazioni conformi alla normalità), contro-stereotipati di genere (azioni fuori la conformità di genere) o vignette egualitarie, su una coppia ipotetica. I ricercatori hanno previsto che i partecipanti valuterebbero gli obiettivi di un appuntamento stereotipate di genere come più appropriate, più calorose e competenti di quelle contro-stereotipati di genere.

I copioni usati negli appuntamentiI comportamenti raffigurati nelle vignette ugualitarie erano stati manipolati. Nella condizione stereotipica di genere, il maschio era impegnato in sette comportamenti cavallereschi, aiutare a uscire dall’auto, porgere la sedia per sedersi, pagare il conto, ecc. Nella condizione contro-stereotipata di genere, la donna si comportava si cimentava nei comportamenti cavallereschi (eccetto tirare fuori la sedia e offrendo una giacca, in modo da non destare il sospetto della manipolazione).

I risultati hanno supportato le ipotesi dei ricercatori e hanno dimostrato che gli appuntamenti stereotipati di genere sono stati valutati in modo più positivo rispetto agli incontri contro-stereotipati. L’uomo in scenari di incontri e appuntamenti egualitari e contro-stereotipati di genere è stato valutato negativamente in termini di calore, competenza e appropriatezza, pertanto, è stato dimostrato che gli uomini dovrebbero svolgere un ruolo specifico in un appuntamento e quando la sceneggiatura, il copione viene stravolto, le percezioni di loro non sono così favorevoli.

 

Conclusione

La ricerca presentata qui dimostra che quando si tratta di incontri in relazioni eterosessuali, ci basiamo ancora su copioni che differiscono ampiamente per maschi e femmine. Questi copioni dovrebbero continuare a essere esplorati, specialmente per quanto riguarda il modo in cui le nostre percezioni di ciò che dovremmo fare in un appuntamento si riferiscono o differiscono dal nostro comportamento effettivo in un incontro. Posso dire che molte azioni sono di ben oltre il semplice gesto cavalleresco dell’uomo, in quanto i copioni usati da ambedue le parti possono provocare illusioni e aspettative, possono far trasparire una falsità di carattere, portare ad attirare sempre i medesimi individui. Quante volte ci sentiamo dire (o magari anche tu lo hai detto): “perchè trovo sempre i soliti personaggi nella mia vita?”. Forse il copione presenta atteggiamenti o una recitazione che attrae determinati individui, quindi c’è un errore nella sceneggiatura, nel recitare un ruolo nei primi appuntamenti.

Riferimenti

McCarty, MK, & Kelly, JR (2015). Percezioni del comportamento di datazione: il ruolo del sessismo ambivalente. Ruoli sessuali, 72 (5-6), 237-251.

Rose, S., & Frieze, IH (1993). Scritture di incontri contemporanei di giovani single.Ruoli sessuali, 28 (9), 499-509.

Appuntamenti: Cosa accade nei primi incontri?

Non sembra, ma ciò che accade nei primi appuntamenti determinano ciò che sarà una futura relazione. C’è uno studio reciproco inconscio e una serie di rituali negli individui per poter piacere e capire con chi stanno interagendo.

I giorni che si susseguono nei primi appuntamenti determinano ciò che sarà una futura relazione, con i faccia a faccia ogni individuo ha l’opportunità di imparare di più sull’altro e determinare se c’è abbastanza intesa per perseguire la conoscenza.

La ricerca suggerisce che la comunicazione che avviene nei primi appuntamenti gioca un ruolo importante nella formazione delle relazioni romantiche (Bosson, Johnson, Niederhoffer, & Swann, 2006). I Primi apputamenti sono molto più di un semplice modo per conoscere punti di base sul tuo potenziale partner, è un momento in cui cerchi segnali di interesse verso te, e a loro volta, comunicano il tuo interesse.

Differenze di genere

Le differenze di genere sono ancora prevalenti in molte interazioni nei primi appuntamenti, ad esempio, alcuni studi hanno dimostrato che le donne sono più selettive degli uomini quando si tratta di scegliere un partner o incontrare un potenziale partner (Kurzban & Weeden, 2005).

Molte delle differenze osservate tra maschi e femmine durante i primi appuntamenti sono il risultato di “copioni sessuali”. Questi copioni danno alle persone il controllo su una situazione, ottenendo come risultato di consentire loro di cadere in risposte modellate (Rose & Frieze, 1993). Questi copioni spesso mettono gli uomini in un posto di relativa autorità durante il corteggiamento (Guarerholz & Serpe, 1985).

Nel discutere gli scenari tipici del primo appuntamento, Rose e Frieze (1993) hanno notato il verificarsi della stereotipazione di genere: il copione delle donne sono molto più reattive (cioè, valutano l’appuntamento), e gli uomini sono molto più proattivi (cioè, puntano sull’aspetto sessuale). In particolare, la loro ricerca ha mostrato che gli uomini erano in genere quelli che pianificavano l’appuntamento, controllano e tendono a dominare in pubblico e iniziano l’approccio sessuale. Le femmine tendevano ad essere più interessate al dominio privato (cioè alla loro apparenza) e dovevano presentare una risposta alle approcci sessuali.

Anche se i ruoli potrebbero cambiare, tali differenze di genere esistono ancora in gran parte delle persone nei primi appuntamenti. Eaton e Rose (2011), attraverso una rassegna di articoli pubblicati nel corso di 35 anni sulla rivista Sex Roles , fanno notare che esistono prove che dimostrano che gli stereotipi di genere rimangono prevalenti nei moderni incontri di appuntamenti.

Interpretazione del successo del primo appuntamento

In uno studio condotto con 390 partecipanti, incentrato sul comportamento interpretativo che tipicamente si verifica al primo appuntamento, sono state rilevate differenze di genere (Cohen, 2016). Il campione in questo particolare studio era prevalentemente femminile (75,4%), caucasico (61,8%) e tra 18 e 24 anni (72,3%).

Ai partecipanti sono state fornite 30 affermazioni che descrivono i potenziali comportamenti che i loro partner potrebbero mostrare in un primo appuntamento. Un esempio è “Ti abbraccia quando ti incontra”. Ai partecipanti è stato detto di valutare ogni comportamento su una scala Likert a cinque punti per ottenere la loro percezione di quanto il loro potenziale partner fosse attratto da loro. furono molto più selettivi, e potenzialmente giudicativi, sui comportamenti in un primo appuntamento. I maschi non permettevano che i comportamenti servissero come segnale che la partner era meno attratta da loro, mentre le femmine leggevano in molti dei loro comportamenti un’indicazione della loro attrazione per loro.

segnali negativi e positivi in un appuntamento

Segnali positivi

I risultati hanno parzialmente confermato dei precedenti di uno studio condotto da McFarland, Jurafsky e Rawlings (2013), in cui sia gli uomini che le donne avevano maggiori probabilità di segnalare un legame se la donna parlava di se stessa nel corso dell’appuntamento. Anche per quanto riguarda la conversazione le donne, in misura maggiore rispetto agli uomini, volevano creare e mantenere una vivace conversazione. Ciò potrebbe suggerire che molte donne si aspettano che l’uomo provi interesse dei loro argomenti, di loro stesse, durante l’appuntamento. In linea con questo punto di vista, le donne sentivano anche che quando un uomo pagava all’appuntamento, era un segnale che fosse attratto da lei.

Sembrava che i maschi usassero comportamenti di natura sessuale, come reindirizzare la conversazione sull’argomento del sesso, come segnale che che erano attratti dalla donna. Le femmine, d’altra parte, erano interessate alla discussione sul futuro del loro appuntamento. Le donne hanno anche usato il contatto fisico, come abbracci e baci alla fine dell’appuntamento, come indicazioni che erano attratte dall’uomo, un segno che gli uomini non sono gli unici a focalizzarsi sull’aspetto fisico.

Segnali negativi

Le donne consideravano molti comportamenti come segni negativi dell’attrazione del loro partner ipotetico nei loro confronti: ad esempio se le stringeva la mano indicava che non era attratto dalla donna. Un altro segno era che se alla fine della serata nel salutarsi evitava il contatto diretto. Le femmine consideravano negativamente la mancanza di partecipazione agli argomenti pur cercando di stimolarli.

Conclusione

È interessante notare che le differenze tra i sessi continuano ad emergere quando si tratta di incontri e corteggiamenti precoci, almeno nell’ambito delle relazioni eterosessuali. Anche se è improbabile che questi comportamenti cambino presto, notarli è utile, perché queste informazioni possono spiegare che cosa porta ad un primo appuntamento di successo. Questi risultati evidenziano anche l’importanza che maschi e femmine attribuiscono ai comportamenti che avvengono comunemente nei primi appuntamenti.

In un prossimo articolo parleremo dei copioni usati dagli individui per facilitare la conquista.

cosa accade ai primi appuntamenti

Riferimenti

Bosson, JK, Johnson, A., Niederhoffer, K., & Swann, W. (2006). Chimica interpersonale attraverso la negatività: legame condividendo gli atteggiamenti negativi sugli altri. Rapporti personali, 13 , 135-50.

Cohen, MT (2016). Non sei tu, sono io … no, in realtà sei tu: la percezione di ciò che rende un primo appuntamento di successo o meno. Sessualità e cultura, 20 (1), 173-191. doi: 10.1007 / s12119-015-9322-1

Eaton, AA, & Rose, S. (2011). La datazione diventa più egualitaria? Una revisione di 35 anni utilizzando ruoli sessuali. Ruoli sessuali, 64 (11/12), 843-862.