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Linguaggio del corpo: 10 segnali che Lui è Attratto da Te

Il linguaggio del corpo parla per noi, spesso senza accorgercene, anche se non vogliamo dire ciò che pensiamo il corpo parlerà per noi. E’ per questo forse che a volte riusciamo a capire se una persona è attratta da noi?

Dopo la dedica per l’uomo, continuiamo ad affrontare l’argomento del Linguaggio del Corpo stavolta dedicando alla donna la comunicazione non verbale di un maschio nei suoi confronti riguardo alla attrazione.

Linguaggio del corpo, 10 segni che l'uomo è attratto da una donnaUn lieve battito delle palpebre, un piccolo tremito di labbra, un respiro pesante, il cuore che batte, potrebbero esserci molti segni come questi. Ma questi segni saranno lì per qualche secondo. Potrebbero essere spariti anche prima che te ne accorga. Ma ci sono alcuni segni che rimarranno proprio davanti ai tuoi occhi.

Se ti piace qualcuno, dovrai essere vigile, essere molto attento al loro linguaggio del corpo. Con un po ‘di sforzo e un po’ di intelligenza pronta per le posture del tuo corpo, sarai in grado di capire se ti piacciono o meno. Di seguito sono elencati alcuni segni che il linguaggio del corpo di una persona mostra quando piaci.

Un uomo non ti direbbe che tu gli piaci a parole, piuttosto lo mostrano. Se ti sta guardando potrebbero esserci molti motivi per cui ti trova interessante o divertente. È difficile capire cosa sta succedendo nella sua mente. A differenza delle donne, un uomo usa da una media di dieci mosse per indicare i suoi gusti per te. Di solito una donna è brava a leggere le sue mosse, il suo linguaggio del corpo. E nel caso, hai ancora bisogno di una garanzia, qui ci sono dieci segni evidenti che è attratto da te.

 

10 Segni che piaci a un uomo:

  1. Sopracciglio che si muove: Se un maschio è attratto da qualcuno, le sue sopracciglia si alzano e si abbassano. Ci vogliono solo cinque secondi perchè accada. È facile non vederlo. Questo è il segno più comune per gli uomini di ogni parte, di ogni casta, classe o età. Quindi, se ti capita di notare un uomo che ti guarda insieme al movimento del sopracciglio, sappi che gli piaci.
  2. Labbra socchiuse, narici svasate: Lui ti guarda e vedi le sue labbra che si aprono appena, le sue narici si aprono per qualche secondo e gli occhi si aprono un po’. Questo è un chiaro segno che gli piace ciò che vede. Significa che è interessato e vorrebbe conoscerti di più. È la tua occasione per iniziare una conversazione con lui.
  3. Cerca di attirare la tua attenzione: Quando è nel gruppo, si troverà leggermente in disparte per apparire da solo. Lo vedi aggiustarsi la cravatta o fare movimenti più visibili? Ciò significa che sta cercando di distinguersi dalla massa. Vuole attirare la tua attenzione verso di lui. Vuole che tu lo noti.
  4. Cerca di sembrare in ordine: Proverà a lisciare la piega inesistente sul risvolto, sul cappotto o sulla maglietta, qualunque cosa indossi. Cerca di pettinarsi i capelli con le dita e si passa il palmo della mano sul viso. Questo è un chiaro segno che il maschio si sta impegnando a guardarti bene. Significa che vuole essere perfetto per te.
  5. Ti dà un sorriso completo: Un maschio mostra appena i suoi denti anteriori mentre sorride. E se lo fa mentre parla con te o mentre ti guarda, è decisamente interessato alla sua attenzione. Inoltre, se vedi il suo sorriso raggiungere i suoi occhi, è un dono forte della sua attrazione per te.
  6. Il suo corpo è teso: Se è interessato a te, rimarrà eretto, il suo corpo teso e ogni muscolo stretto. Vedrai la sua spalla squadrata. Ciò significa che vuole mostrare il meglio del suo corpo a te. E se si trova proprio di fronte a te mentre ti si avvicina un po’ più a te, è un segno sicuro che è attratto da te.
  7. Ti segue con lo sguardo: Gli piaci se ti sta controllando e non lo rende un segreto. Vuole che noti che ti sta controllando, vuol dire che sta cercando di farti sapere che è più che interessato a te, che vuole più di una semplice conversazione.
  8. Sta fuggendo: Se lo vedi giocare con il suo bicchiere, con le dita, giocando con i bottoni, toccando il volto o qualcosa del genere, sta mostrando interesse per te. Il suo nervosismo indica la sua attrazione. Ma se non sta facendo uno sforzo di conversazioni con te allo stesso tempo, deve annoiarsi e cercare una via di fuga.
  9. Cercherà di avvicinarsi a qualcuno che gli piace: Se è seduto di fronte a te, si pone sul bordo del suo sedile per essere un po ‘più vicino a te. In piedi, si piegherà verso di te. Proverà ad essere il più vicino a te senza metterlo a disagio. Significa che è attratto da te ed è molto interessato a qualsiasi cosa tu gli stia dicendo.
  10. Tocco: Ti toccherà sempre così delicatamente e con leggerezza. Piccoli gesti come piegare la ciocca sciolta dei tuoi capelli dietro l’orecchio, guidarti con le braccia tra la folla o mettere la mano sul dorso della tua schiena è un buon segno. Indica che gli piace la tua vicinanza e vuole portarla oltre.

Maschio e femmina sono due creature diverse, entrambe opposte. E tutti sanno che il contrario attrae. Ognuno ha un modo diverso di indicare la propria somiglianza con qualcuno. Tutto ciò che serve è prestare attenzione. E quello potrebbe essere difficile. Potrebbero semplicemente comportarsi educatamente sperando che potessero andarsene presto. O potrebbe essere timido e spaventato dal rifiuto. I segni sono spesso sottili e dovrebbero essere letti con altre indicazioni dal linguaggio del corpo. Più avanti affronteremo altro su questa tematica.

 

Cosa l’uomo non sa delle donne?

Cosa l’uomo non sa delle donne? C’è qualcosa che non sanno, che tralasciano, trascurano, ignorano. Ecco cosa è che l’uomo non sa delle donne.

Leggo e discuto, ascolto e confronto molte delle argomentazioni riguardanti l’universo femminile, sia dal lato di coppia che di singole e ho notato una cosa molto comune, che non riguarda esclusivamente la società dove viviamo, ma è un modo pressochè universale.

Si parla sempre delle donne sotto l’aspetto dell’abbigliamento, delle violenze, sessismo, maternità. Ci sono questi argomenti costantemente persenti che l’uomo affronta riguardo le donne, senza mai approfondirli, trovare realmente soluzioni.

Ma perchè poi l’uomo non va oltre? Anche nelle coppie consolidate c’è qualcosa che manca, c’è una incomprensione reciproca, e penso che di base sia dovuto al fatto che l’uomo è all’oscuro di qualcosa dell’universo femminile, tanto all’oscuro che poi è lui stesso l’artefice di quel che è il comportamento femminile nei suoi riguardi, nei riguardi del mondo maschile.
Ritrovo delle mia perplessità in alcuni testi, e tempo fa mi balza agli occhi un testo. Ecco un interessante articolo comparso su “The Good Men Project“.
L’uomo non sa delle donne la capacità di ridimensionare, minimizzare, adeguarsi in silenzio.
L’uomo non sa delle donne che imparano a non mettersi in pericolo, come evitare di irritarli.
L’uomo non sa delle donne che ignorano un commento offensivo o riso di una avance inappropriata.

L’uomo non sa.

L’uomo non sa che ridimensioniamo. Minimizziamo. Ci adeguiamo in silenzio.
Diamine, anche se come donne viviamo queste cose, non sempre ne siamo coscienti. Ma lo abbiamo fatto tutte.
Tutte abbiamo imparato, per istinto o per esperienza e per errore, come minimizzare una situazione che ci fa sentire a disagio. Come evitare di irritare un uomo o di metterci in pericolo. Tutte, in molteplici occasioni, abbiamo ignorato un commento offensivo. Tutte abbiamo riso di una avance inappropriata. Tutte abbiamo mandato giù la rabbia quando siamo state sminuite o trattate con sufficienza.
Non è una sensazione piacevole. È nauseante. È pesante. Ma lo facciamo, perché non farlo potrebbe metterci in pericolo, potrebbe farci licenziare o farci chiamare cagne. Così di solito prendiamo la strada meno precaria.
Non è qualcosa di cui parliamo ogni giorno. Non ne parliamo ai nostri fidanzati, mariti e amici tutte le volte che accade. Perché è così frequente, così pervasivo, che è diventato semplicemente qualcosa con cui facciamo i conti.

Quindi, forse l’uomo non sa.
Forse l’uomo non sa che alla tenera età di tredici anni abbiamo dovuto ignorare degli adulti che ci guardavano il seno.
Forse l’uomo non sa che uomini dell’età dei nostri padri ci hanno provato con noi mentre facevamo le cassiere.
Probabilmente l’uomo non sa che quel ragazzo al corso di inglese ci ha mandato dei messaggi pieni di rabbia solo perché lo abbiamo respinto.
Potrebbero non essere a conoscenza del fatto che il nostro relatore ci dà regolarmente pacche sul sedere.
E di sicuro l’uomo non sa che la maggior parte delle volte sorridiamo a denti stretti, guardiamo da un’altra parte o fingiamo di non essercene accorte. È probabile che non abbiano idea di quanto spesso accadono queste cose. Che queste piccole cose sono diventate la routine. Che sono così previste che quasi non ce ne accorgiamo più. Così di routine che le ignoriamo e minimizziamo meccanicamente.
Non mostriamo la nostra rabbia repressa, la paura, la frustrazione. Un sorrisino veloce o una risatina soffocata ci permetteranno di continuare la nostra giornata. Ridimensioniamo. Minimizziamo.

Davvero l’uomo non sa?

Solo dopo aver letto questo primo passaggio ho rivisto nella mia mente tante scene, vissute e assistite con la compagnia adolescente, o colleghi di lavoro, situazioni che mi balzano alla mente e le metto insieme con imbarazzo.

Continuiamo a leggere, vediamo cosa ci viene chiesto, consigliato, ravvisato:

l'uomo non sa che le donne evitano di parlare per paura di ....

Dentro e fuori di noi. Dobbiamo farlo. Non passarci sopra ci metterebbe in condizione di scontrarci più spesso di quanto la maggior parte di noi riesca a fare.

Impariamo a farlo fin da quando siamo piccole. Non abbiamo dato un nome o un’etichetta a questa cosa. Non abbiamo nemmeno badato al fatto che le altre ragazzine facevano lo stesso. Ma stavamo insegnando a noi stesse a padroneggiare l’arte del ridimensionare. Apprendevamo, osservando e valutando velocemente i rischi, come le nostre reazioni avrebbero o non avrebbero dovuto essere. Facciamo un elenco veloce. Lui ci sembra irascibile, arrabbiato? Ci sono altre persone qui intorno? Sembra ragionevole e sta solo cercando di essere simpatico, anche se non potrebbe essere meno capace? Sta per dire qualcosa che avrà un impatto sulla mia vita scolastica/sul mio lavoro/sulla mia reputazione? In pochi secondi determiniamo se rispondere qualcosa o se lasciarci scivolare tutto addosso. Se sfidarlo o se girarci dall’altra parte, sorridere educatamente o fare finta di non aver sentito/visto/percepito.

Succede sempre. E non sempre è chiaro se la situazione è pericolosa o innocua.
È il capo che fa o dice qualcosa di inappropriato. È il cliente che tiene lontana la mancia finché non siamo costrette a sporgerci su di lui per prenderla. È l’amico che ha bevuto troppo e cerca di spingerci in un angolo per un momento di “trombamicizia” anche se abbiamo messo in chiaro che non siamo interessate. È il ragazzo che si infuria se rifiutiamo un appuntamento. O un ballo. O un drink.
Lo vediamo accadere alle nostre amiche. Lo vediamo accadere in così tanti scenari e situazioni che diviene la norma. E non pensiamo nulla al riguardo, fino a quella volta che va a tanto così dal diventare pericolosa. Finché non sentiamo dire che quell’amico che ci aveva spinte in un angolo è stato accusato di stupro il giorno dopo. Finché il nostro capo non mantiene la promessa di baciarci alla festa di Capodanno appena ci becca da sole in cucina.
Queste sono le cose che potremmo raccontare ai nostri amici, ai nostri fidanzati, ai nostri mariti.

Ma tutte le altre volte? Tutte le volte che ci siamo sentite a disagio, o nervose, ma non è accaduto niente di più? Quelle volte in cui riprendiamo i nostri affari, senza pensarci due volte?
È la realtà dell’essere donne nel nostro mondo.

È mettersi a ridere di fronte a un atteggiamento sessista perché sentivamo di non avere altra scelta. È avere la nausea di aver dovuto “stare al gioco” per tirarcene fuori.
È sentire vergogna e rimorso di non aver risposto per le rime a quel ragazzo, quello che sembrava minaccioso, ma col senno di poi forse era inoffensivo. Forse.

È tirare fuori il telefono col dito pronto sul tasto di chiamata quando camminiamo da sole di sera.
È tenere le chiavi strette tra le dita, nel caso in cui avessimo bisogno di un’arma mentre andiamo a prendere la macchina.
È mentire e dire che abbiamo un fidanzato, così un ragazzo accetterà un “no” come risposta.
È essere in un bar affollato/a un concerto/*inserire un qualsiasi luogo affollato*, e doversi girare per vedere chi è lo stronzo che ci ha appena palpeggiato il sedere.
È sapere che anche se lo beccassimo non gli diremmo niente.
È camminare nel parcheggio di un centro commerciale e rispondere educatamente “buongiorno” quando un tizio sconosciuto passandoci accanto ci dice “ciao”. È fare finta di non sentirlo mentre ci insulta perché non ci siamo fermate a parlare con lui. “Cos’è? Te la tiri troppo per parlare con me? Che problemi hai? Pfff… cagna!”.
È non raccontarlo ai nostri amici, ai nostri genitori o ai nostri mariti, perché è semplicemente un dato di fatto, una parte delle nostre vite.
È il ricordo che ci perseguita di quella volta che siamo state abusate, aggredite o violentate.

È la storia che le nostre amiche ci raccontano, tra le lacrime che ci spezzano il cuore, di quella volta che sono state abusate, aggredite o violentate.
È realizzare che i pericoli che percepiamo, ogni volta che dobbiamo scegliere di confrontarci con queste situazioni, non sono frutto della nostra immaginazione. Perché conosciamo troppe donne che sono state abusate, aggredite o violentate.

Di recente mi è venuto da pensare che molti uomini potrebbero non essere consapevoli di questo. Hanno sentito parlare di cose del genere, talvolta le avranno viste e saranno intervenuti per fermarle. Ma forse non hanno idea di quanto spesso accadano. Non è detto che sappiano che influiscono su molto di quello che diciamo, che facciamo, e su come lo facciamo.

Forse dobbiamo spiegarlo meglio. Forse dobbiamo smettere di ignorare noi stesse e di minimizzare. I ragazzi che fanno spallucce o si deconcentrano quando una donna parla di sessismo nella nostra cultura? Forse non sono per forza cattivi ragazzi. Non hanno vissuto la nostra realtà, tutto qui. Noi non parliamo davvero di tutto quello che vediamo e viviamo ogni giorno. Quindi, come fanno a sapere?

Dunque, forse gli uomini buoni che sono presenti nelle nostre vite non hanno idea che dobbiamo affrontare tutto questo regolarmente. Forse per noi è la norma a tal punto che non ci è venuto in mente che avremmo dovuto parlargliene.

Ho pensato che non ne conoscono la portata, che non sempre capiscono che questa è la nostra realtà. Quindi, sì, quando mi infurio per un commento che qualcuno fa per il vestitino corto di una ragazza, non sempre lo capiscono. Quando mi agito per tutto il sessismo quotidiano che vedo, che osservo e di cui sono testimone, quando sento le cose che mia figlia e le sue amiche stanno passando… non realizzano che questa è la punta di un iceberg molto più grande.

Forse sto realizzando che non possiamo aspettarci che gli uomini capiscano quanto sia pervasivo il sessismo di ogni giorno se non iniziamo a parlargliene e a indicarglielo quando si manifesta. Forse sto iniziando a realizzare che gli uomini non hanno idea del fatto che persino quando entriamo in un negozio le donne devono tenere alta la guardia: dobbiamo essere istintivamente consapevoli di ciò che ci circonda e di ogni possibile minaccia.

Forse inizio a capire che fare spallucce e non pensare che sia un grande problema non aiuterà nessuno.
Noi siamo abituate a ridimensionare.
Abbiamo acuta coscienza della nostra vulnerabilità. Siamo consapevoli che se ne avesse avuto l’intenzione, quel tizio nel parcheggio avrebbe potuto sopraffarci e farci qualsiasi cosa avesse voluto.

Ragazzi, questo è ciò che significa essere una donna.

Siamo sessualizzate prima ancora di capire che cosa questo significhi.
Ci sviluppiamo fisicamente come donne mentre le nostre menti sono ancora innocenti.
Riceviamo occhiate e commenti prima ancora di avere l’età per prendere la patente. Da uomini adulti.
Ci sentiamo a disagio ma non sappiamo cosa fare, quindi andiamo avanti con le nostre vite. Impariamo presto che affrontare a muso duro ogni situazione che ci mette in imbarazzo potrebbe metterci in pericolo. Siamo consapevoli di essere spesso il genere più piccolo e fisicamente più debole, del fatto che ragazzi e uomini sono capaci di sopraffarci se scelgono di farlo. Dunque minimizziamo e ridimensioniamo.

  • Quindi, la prossima volta che una donna vi racconterà di aver ricevuto bacini di apprezzamento, come si fa per chiamare un gatto, e che questo l’ha messa a disagio, non ignoratela. Ascoltate.
  • La prossima volta che vostra moglie si lamenta di essere stata chiamata “amore” al lavoro, non fate apaticamente spallucce. Ascoltate.
  • La prossima volta che leggete o sentite una donna che ha sfidato un linguaggio sessista, non sminuitela. Ascoltate.
  • La prossima volta che la vostra fidanzata vi racconta che un ragazzo le ha parlato in un modo che l’ha fatta sentire a disagio, non ignoratela. Ascoltate.

l'uomo non sa cosa fare per evitare che diventino cosiAscoltate, perché la vostra realtà non è uguale alla sua.
Ascoltate, perché le sue preoccupazioni sono concrete, non esagerate né eccessive.
Ascoltate, perché la realtà è che lei, o qualcuno che lei conosce, in qualche momento della sua vita è stata abusata, aggredita o violentata. E lei sa che c’è sempre il pericolo che le accada.
Ascoltate, perché un semplice commento di un estraneo può infondere brividi di terrore.
Ascoltate, perché forse sta cercando di fare sì che la sua esperienza non sia quella delle sue figlie. Ascoltate, perché ascoltare non ha mai fatto male a nessuno.

Ascoltate. Solo questo.