Sessualità

La sessualità si riferisce alle abitudini e alle preferenze in termini di comportamento sessuale. Le persone lo esprimono in molti modi. A volte, le persone sentono confusione o angoscia riguardo alla loro sessualità o identità sessuale.

La sessualità umana è complessa e personale. Implica più che attività sessuale. Le definizioni di sessualità di una persona possono includere:

  • Sentimenti di attrazione verso gli altri
  • Intimità con gli altri
  • Sentimenti legati all’immagine corporea
  • Valori personali

Le persone esprimono e sperimentano la sessualità in molti modi. Alcuni modi in cui le persone esprimono la loro sessualità includono:

  • Pensieri
  • fantasie
  • comportamenti
  • ruoli
  • Attraverso una relazione

Non sono mai stato coinvolto nel BDSM

Scoprire che la tua compagna, fidanzata o moglie, praticava il BDSM cosa potrebbe suscitarti? Tu che dici “non sono mai stato coinvolto nel BDSM”, che hai una sessualità Vanilla, che hai conosciuto lei in un modo e ora si rivela Kinky. Come reagiresti?

non sono mai stato coinvolto nel BDSM
non sono mai stato coinvolto nel BDSM

D: “La mia compagna, che da tre anni stiamo assieme, mi ha recentemente rivelato che era coinvolta nel BDSM con alcuni dei suoi ex partner. Noi giochiamo senza mettere in atto nessuna pratica BDSM in quanto non so effettivamente cosa sia, come si possa fare, mi ha detto che sono Vanilla, cioè pratico sesso tradizionale. Inoltre mi ha detto che ci sono parti di lei che deve tenere sotto stretto controllo a meno che non si trovi nel sub-space, insomma che non entri in una sorta di trans mi ha spiegato, e mi ha detto con molta esitazione che pur mentre lei sta bene senza essere in grado di entrare in quello stato, sta soffrendo perchè sente che la nostra relazione sta perdendo un po’. La amo e voglio essere in grado di soddisfare le sue esigenze, ma non sono mai stato coinvolto nel BDSM. Soprattutto apprezzo la sua sicurezza e la fiducia tra noi, e non so come portarla in quel sub-space in cui sta chiedendo di entrare senza cercarlo fuori dalla nostra relazione. Dice che quando si trova in quello stato non è in grado di pensare alla sua sicurezza fisica o emotiva. Non sono particolarmente propenso alla violenza o all’umiliazione, ma farei qualsiasi cosa per questa ragazza. Qualche consiglio su come possiamo esplorarlo in un modo sicuro per entrambi? ”


R:  Bene! Tu e il tuo partner Kinky siete in una posizione eccellente per iniziare a giocare con il BDSM e vedere cosa trovate che vi piace. Un giorno potrai non dire più “non sono mai stato coinvolto nel BDSM”, e sarà grazie alla tua compagna!

Che ti stia comunicando i suoi desideri è un segnale eccellente e che “faresti qualsiasi cosa per questa ragazza” mi dice che sei disposto a sperimentare. Questo ti dà automaticamente un vantaggio per avere un gioco BDSM appagante insieme.


Si deve apprezzare la sua sicurezza e la fiducia tra di voi, e questo è di fondamentale importanza quando introducete un gioco più eccentrico nella vostra vita sessuale. Non è necessario fare cose che non sembrano “sicure” o che violano la fiducia tra di voi. Procedi lentamente: questo è il mio primo consiglio. Fai cose che sembrano davvero eccitanti e fattibili per te. Ci sono centinaia, probabilmente migliaia di modi per giocare e non devi fare nessuno di questi a disagio. Inizia con qualcosa, uno, due, 10 cose che trovi coinvolgenti ed eccitanti, dopo un po ‘di esplorazione potrebbero iniziare a sembrare divertenti, accattivanti. Vai più lentamente di quanto pensi sia necessario all’inizio. Probabilmente non si sposterà subito nel sub-space, ma va bene.

Inizia a sperimentare: studiala, studia, ponilo dal punto di vista della “scienza!” Fai l’esperimento e raccogli i dati:

  • Non è andato così bene? Freddo, calmo! Al prossimo esperimento, rivaluta, analizza!
  • Sei stato fantastico? Freddo! Fallo di più!
  • Andava bene, ma potrebbe essere migliore? Grande! Modifica l’esperimento e scopri quali sono i nuovi risultati.

Assicurati di sperimentare cose che anche tu vuoi fare. Potrebbe essere che tu lo stia facendo semplicemente per lei, e va bene, ma vedi se riesci a trovare il punto appagante anche per te e lei ci stia dentro.

Ecco alcuni modi per costruire un po ‘di fiducia, acquisire alcune abilità e iniziare a giocare, cosi piano piano nella testa sparirà quel: “ma non sono mai stato coinvolto nel BDSM”:

1. Cerca i negozi di giocattoli erotici, cerca luoghi e ed eventi per i kinkters nella tua zona e partecipa ad alcune dimostrazioni BDSM.

non sono mai stato coinvolto nel BDSMLa ricerca dal vivo è uno dei modi più eccellenti per acquisire più competenze. Segui le comunità locali che puoi trovare su siti come BDSMItalia o Legami e cerca gli amici che si trovano nella tua zona e i gruppi che si allineano ai tuoi interessi. Cerca i Munch in zona, ogni mese ci sono incontri informali in locali tradizionale atti a conoscere e approfondire il BDSM dal neofita all’esperto. Partecipa alle ai Play insieme come semplici spettatori, poi vai a casa e fai pratica! Parlatene: cosa faceva alzare l’eccitazione, cosa poteva funzionare per te, cosa sembrava non funzionare per te. Potresti non essere d’accordo con tutto ciò che i player abbiano detto o fatto, ma basta prendere ciò che funziona per te e iniziare a costruire la tua valigia dei giochi, fatta di accessori e idee.

2. Niente nella tua zona o sei troppo timido per mostrarti alla comunità? Dai un’occhiata a Kink Academy !

Kink Academy è una raccolta online di insegnamenti BDSM con centinaia di video per qualsiasi tipo di kink o feticcio che potresti desiderare. Ci sono vari video su D/s, dinamiche di educazione, controllo, regole e consigli, gioco di impatto, servizio e ogni sorta di dinamiche e pratiche. Ok, è a pagamento, ma se non esci di casa, risparmiando carburante e cena fuori…..

3. Leggi alcuni libri dedicati o guarda del porno BDSM.

Potresti già farlo – ma considera di farlo insieme, condividendo ciò che ti piace e parlandone. Storia di O di Pauline Reage, Diari di una sottomessa di Sophie Morgan, Il legame di Vanessa Duriès, sono alcuni dei libri più consigliati, ma puoi trovarne diversi, dai più recenti ai più audaci scritti negli anni 60 o 70. Evita 50SdG, poi tutto il resto puoi cercarlo e leggerlo insieme a lei! E dopo, ponetevi delle domande reciproche, del tipo: (a) Qual è stata la tua parte preferita? (b) Ci sono state parole o frasi volgari che ti sono piaciute? (c) Ti piacerebbe ricreare alcune di queste cose?

Va benissimo che qualcosa sia puramente fantasia cosi che qualcosa ti ecciti anche se non vuoi farlo. Non devi per forza fare tutto.

4. Il “servizio di assistenza” è una cosa e potrebbe funzionare per te.

Non tutte le persone sono portate per voler dominare, ma molti di noi sono nati per voler piacere ai nostri partner. Quindi forse non sarai molto eccitato dalle azioni alle quali la tua lei si eccita, può essere normale. Potrebbe essere comunque molto gratificante, interessante, di supporto alla tua relazione, e molto divertente per te “servirla” attuando azioni al di fuori dell’ordinario per te di cui lei ne sarà entusiasta. Quindi potresti essere un top – qualcuno che sta principalmente facendo l’azione – e fornendo le cose di cui ha bisogno. Sperimenta con questo e vedi se riesci a trovare situazioni e azioni che lei ami davvero, dove tu puoi essere al servizio dei suoi desideri.

5. Aggiorna “violenza” e “umiliazione”.

non sono mai stato coinvolto nel BDSMAlcune attività BDSM riguardano assolutamente la violenza e l’umiliazione. Ma molte di quelle che potrebbero sembrare violenze riguardano in realtà le sensazioni – a volte intense sensazioni! – e molte di quelle che sembrano umiliazioni riguardano in realtà la vulnerabilità (scrissi un articolo a riguardo la differenza tra Abuso e BDSM).

Lentamente nella tua testa sparirà quel pensiero di inadeguatezza, di inesperienza, (non sono mai stato coinvolto nel BDSM), il tuo coinvolgimento sarà pieno e graduale e potrai giungere a vivere un tipo di gioco d’impatto che potrebbe sembrare violento e non gradisci a pieno, ma potresti trovarlo divertente man mano che inizi a praticarlo, come prendere a sculacciate la tua Kinky. Indipendentemente dal fatto che un rimodellamento ti piaccia, vai a parlare con alcuni esperti nel BDSM se vuoi saperne di più sul gioco delle sensazioni e della vulnerabilità (torniamo al consiglio 1).

6. Per essere il più sicuro possibile, negozia prima di giocare.

Imposta i parametri generali del gioco che farai prima di entrare nel gioco stesso. Non deve essere troppo specifico, qualcosa del tipo, okay, ti benderò e ti toccherò dappertutto, quindi terrò i polsi sopra la testa mentre ti masturbo fino a quando non vieni. Verifica se entrambi potete anticipare le cose più rischiose e assicuratevi di stabilire cosa andrebbe bene e cosa sarebbe troppo, per entrambi. Devi avere dei limiti, in cima, proprio come lei.

Tu dici che ma non sono mai stato coinvolto nel BDSM, e stiamo lavorando per darti esperienza, ma lei dichiara questo: “non è in grado di pensare alla sua sicurezza fisica o emotiva quando si trova nel sub-space”. Se un sottomesso mi dicesse qualcosa del genere, sarei un po ‘preoccupato di giocarci. La incoraggio vivamente a lavorare per poter comunicare i suoi limiti, confini, difficoltà e piaceri durante il gioco. (Forse lei può farlo ma sembra poco chiaro, da quello che hai scritto.) Molti di noi entrano in uno spazio fondamentalmente non verbale quando entriamo nel gioco in profondità, ci sono molti modi per comunicare non verbalmente, attraverso la mano che stringe, o gemiti, o parole chiave sicure. Ma è incredibilmente importante per te fidarti che è in grado di alzarsi e mantenere i propri limiti se qualcosa diventa troppo intenso. 

Inoltre trarrebbe davvero beneficio dall’avere conoscenze con altre Sub, ciò potrebbe aiutarla a sentirsi meno isolata, più sicura e sicura della sua identità secondaria.

Ora c’è una domanda abbastanza critica, ma che dovrai portela a lungo termine, anzi, una serie di domande, derivate da una principale:

  • Anche se stai giocando con lei, è possibile che ciò che lei desidera sia diverso da quello che desideri e che non troverai nel tuo operato appagante in tutto per lei. In questo caso, potresti pensare che la tua compagna Kinky possa trovarlo altrove?
  • Seguimi, accetteresti che lei abbia un altro Master per soddisfare in toto il suo desiderio di sottomissione?
  • Deciderai di essere un top di servizio e apprenderesti alcune buone abilità per soddisfare i suoi desideri? Aprirai la tua relazione?

Non devi decidere tutto questo ora, ma vale la pena pensarci ed essere realistici.

Dato che sei all’inizio di questa esplorazione, confido che troverai molti luoghi di reciproco interesse. Dopotutto, ci sono migliaia di modi per esplorare reciprocamente i corpi, i desideri e le voglie, e molte delle sensazioni e delle vulnerabilità possono diventare anche divertenti, leggere e sicure (o persino sciocche – è un gioco ), cosi toglierai dalla tua testa quella frase: non sono mai stato coinvolto nel BDSM.

Stereotipi di genere: Come non allevare un maiale sessista

Cosa sono gli Stereotipi di Genere? E un Maiale Sessista? Partiamo da questo ultimo: è un individuo che vede le donne come meri oggetti di piacere e controllo. Dal caso Weinstein in poi si sono susseguiti una serie di avvenimenti, dal torbido è uscito di tutto, situazioni più o meno usate per pubblicità, per distruggere, per difendersi, per chiedere giustizia, sono emerse all’attenzione del mondo, più o meno indifferente e macchiato di omertà,  ha tentato di lavarsi con manifestazioni, servizi, raccolte fondi, associazioni. Ma alla fine di chi è realmente la colpa dell’esistenza di un Maiale Sessista?

Non sono padre di un bambino ma convivo con una donna e sua figlia, una splendida bimba di appena 6 anni, una femmina che dovrà affrontare il mondo su strade difficili, tempestate di maiali sessisti, di manipolatori e bigotti maschi che compongono una società allevata sulla denigrazione della donna, sulla sottomissione non per stimolo di gioco di parti fini al piacere, ma all’abuso perpetrato per condizione sociale, per ruolo di primario individuo a tutti i costi che deve essere il maschio, deve usare il suo ormone per manifestarsi elevato senza capire cosa realmente accade alle donne con il suo comportamento.

Penso spesso a come potrei far crescere ella, ma soprattutto su come spiegare ai genitori di bambini (maschi) come crescere il loro figlio per essere un brav’uomo. Cosa possono fare per assicurarsi che non diventi un maiale sessista, ma invece un uomo che creda e difenda l’equità di genere?

Ecco che vorrei proporvi alcuni passaggi di un confronto con un padre di un bimbo di 3 anni che trovo molto interessante e costruttivo:

“Ha solo tre anni, bada bene, ma da quando il suo sesso è stato confermato sull’ecografia, quella domanda mi ha ronzato in testa. Gli esperti di sviluppo dei bambini parlano sempre dell’importanza di zero a tre, ma quando si tratta di affrontare e aggirare la misoginia, c’è qualcosa che puoi fare prima che un bambino possa persino parlarne?”

Mentre le vittime  di abusi e violenze continuano a susseguirsi senza sosta, divenendo quasi “normale” sentire tutti i giorni di donne uccise, deturpate, distrutte, mutilate, queste domande che ho letto hanno assunto una nuova urgenza.

e se tuo figlio ti chiede “Perché?”

Alla TV girano immagini e parole di queste violenze, un bambino se ne accorge e se ti chiedesse del perchè succedono certe cose, come potresti rispondergli? In qualche modo, lo possiamo distrarre, il comportamento predatorio di un uomo e tutti quelli che stanno in piedi e non fanno nulla, non è esattamente un buon esempio da apprendere per un bambino. Questa domanda ha balenato per molto a questa persona:

“Ma la domanda di mio figlio è rimasta con me. E mentre non potevo davvero parlargli di quello che è successo, voglio ancora iniziare a dare forma a un uomo che sfiderà quella cultura del silenzio. Ho creduto molto presto, quando mio figlio stava appena iniziando a puntare e pronunciare una sillaba interrogativa che le parole che io e mia moglie usavamo per identificare gruppi di persone potevano avere un impatto sul modo in cui avrebbe dato da pensare su di loro.

Esempio: Una volta, stavamo guardando fuori dalla finestra del nostro soggiorno e lui fece un gesto a qualcuno che stava camminando con un barboncino sul marciapiede. “Quella persona in giacca rossa ha un cane”, dissi. La persona era una donna, ma non volevo che il genere fosse sempre il suo primo e più importante modo di capire le persone.”

“Forse, se non avesse iniziato a separare tutti in queste due categorie, si sarebbe anche liberato da alcune delle ipotesi che abbiamo fatto sul genere e incuriosendosi di conseguenza sulla persona, l’individuo e non il genere.”

Ora, dissociare il genere dagli individui, stesso percorso per cercare di togliere l’equivalenza di razze, di colori da alcune associazioni, come Italiano= Mafioso o Musulmano=Terrorista, Donna=P….a, Uomo=…. Già, non viene classificato come Sessista.

Ma torniamo al punto principe di questo passaggio: Questa piccola forma di attivismo per l’educazione dei figli è molto lontana dal porre fine alle molestie sessuali, ma questo padre ha pensato che fosse un punto di partenza. In una certa misura, ha funzionato: la maggior parte delle volte, il bambino si riferisce a un individuo come a una “persona”. Prosegue questo padre con un nota perplessa:

“Quando ho chiesto ad altri padri in un gruppo su Facebook se pensavano che questo potesse aiutare i nostri ragazzi, tutti volevano concentrarsi su qualcos’altro. Quasi esclusivamente, la risposta è stata che l’unica cosa che devi fare è trattare bene la madre del ragazzo. Un mio amico, un mio amico, ha poi riecheggiato questo sentimento: “Ho creato un modello trattando sua madre e tutte le altre donne della sua vita, assolutamente simili agli uomini”.”

È una risposta perfettamente soddisfacente (e, in realtà, dovrebbe essere solo un dato di fatto) ma mi ha colpito e in definitiva anche a me (come a lui) non è sufficiente. Non posso provarlo, ma sono quasi sicuro che molti degli uomini che hanno facilitato o assistito al comportamento violento di qualcuno nei confronti di una donna, hanno avuto dei papà che hanno trattato bene le loro mamme a casa. Chiaramente, non è abbastanza. Dite di no?

“Secondo Christia Spears Brown, ricercatrice di genere presso l’Università del Kentucky e autrice di Parenting Beyond Pink e Blue, era in effetti su una buona strada con definire la “persona” con la giacca rossa che camminava con un cane.”

Effettivamente Brown spiega come: “I bambini vengono al mondo senza sapere nulla, Guardano gli spunti, gli esempi e apprendono ciò che a loro viene manifestato nel loro ambiente e se il genere sembra essere la cosa più importante per le persone – perché viene costantemente etichettato – loro presteranno attenzione a come siamo diversi.”

Se un uomo farà in modo di essere una versione “buona” del suo genere, anche se essere bravo in questo contesto a volte significa vedere le ragazze come deboli, non adatte a combattere gli incendi e, infine, come obiettivi accettabili di oggettivazione sessuale e molestie, il tutto per rendere primario il genere a cui appartiene, serve solo a rafforzare gli stereotipi, molti dei quali hanno conseguenze negative.

In uno studio dell’Università della Pennsylvania che Brown ha citato, agli insegnanti di scuola materna è stato chiesto di passare due settimane a rendere il genere meno saliente (ad esempio “bambini” anziché “ragazze e ragazzi”, per esempio) o più saliente. I ricercatori hanno scoperto che, in seguito, l’ultimo gruppo di bambini a cui veniva costantemente ricordato il loro genere utilizzava più stereotipi per descrivere ragazzi e ragazze e aveva meno interesse a giocare con l’altro gruppo.

Gli sterotipi di Genere

Come eliminare gli stereotipi dall’educazione dei figli? Brown suggerisce di andare più avanti con i bambini, anche piccoli, e di parlarne della mancanza di equilibrio di genere che esiste nei libri come anche nei film o cartoni. I genitori spesso sono restii a farlo, dice, perché non vogliono essere responsabili nel sottolineare ai loro figli che il mondo è ingiusto. “Ma ciò che i genitori non capiscono”, spiega, “è che i bambini si accorgono delle differenze e quindi presumono che sarà sempre così”.

Oltre ad aiutare i bambini a riconoscere gli stereotipi, Brown dice che iniziare il dialogo sulla rappresentazione di genere porta presto un diverso tipo di frutto: “È difficile parlare di molestie sessuali e aggressioni quando il bambino ha 12 o 13 anni – che è quando hanno bisogno di spiegazioni reali a quella età – ma è più facile se hai sempre avuto conversazioni sui modi in cui gli stereotipi non sono veri: è più facile parlare soggetto se hai già decostruito Disney quando ne hanno tre o quattro.

Già, la Disney è la prima azienda divulgatrice di stereotipi di genere sessisti, ma forse non ci avete mai pensato anche se in fondo ve ne siete accorti:

Acclamati da adulti e bambini allo stesso modo, i film d’animazione Disney sono i “film per bambini” per eccellenza, “positivi e divertenti per tutti”.

Avete Guardato il video? Cosa avete notato?

Moglie, Brava Moglie, Fattrice (Sostantivo femminile: Femmina di animale di razza, destinata alla riproduzione), amore della vita e cosi via. In quel video sono racchiusi alcuni dei tanti passaggi dove mostra che l’impegno con la cultura della Disney non è così innocuo: “può influenzare i bambini in età prescolare ad essere più suscettibili a stereotipi potenzialmente dannosi. Questi comportamenti stereotipati non sono male di per sé, ma le ricerche del passato hanno dimostrato che possono essere limitanti a lungo termine per le giovani donne.come spiega questo articolo.

I cartoni della Disney, indubbiamente, trasmettono un sacco di messaggi positivi: possono spronare nell’essere altruisti e\o ottimisti, nell’impegnarsi in quello che si fa, nel cercare di cambiare il proprio destino, ecc ecc.. Ma nel 90% dei casi la bellezza delle protagoniste e il lieto fine con l’amore finalmente conquistato sono i temi preponderanti. Il messaggio trasmesso è che trovare l’amore della propria vita è lo scopo per una donna e la bellezza è il mezzo per conquistarlo.

“distruzione” degli stereotipi

Brown si indirizza verso il lavoro di Rebecca Bigler, professoressa di psicologia e studi di genere all’Università del Texas ad Austin, che ha sviluppato un esercizio di intervento per fornire ai bambini in età prescolare strumenti per sfidare la più severa “polizia” di genere che abbiano mai affrontato: i loro coetanei. Il programma prevede di insegnare ai bambini sei semplici repliche alle dichiarazioni sessiste comuni. Ad esempio, se un compagno di classe dice a un ragazzo che non può essere un ballerino perché solo le ragazze possono farlo, è allenato a dire: “Non è vero! Il sesso non ti limita!” Quando Bigler ha testato l’esercizio in una classe, ha scoperto che, anche sei mesi dopo, i bambini avevano meno punti di vista stereotipati ed erano più propensi a dire che sarebbero stati disposti a tenere testa ai loro coetanei”.

Un mio amico, un padre di un bambino di quattro anni, disse che suo figlio aveva già auto-avviato questo tipo di respingimento. Di recente suo figlio aveva scelto uno zaino in commercio per ragazze e gli altri ragazzi gli avevano detto che non avrebbe dovuto usarlo perché era rosa. Suo figlio ha detto loro che non aveva senso. “Ero molto orgoglioso di lui e ho fatto in modo che lo sapesse”, ricorda il mio amico. “Ho detto, ‘Cosa stanno pensando? Questo è pazzesco!'”

Certo, non è sempre facile guardare il proprio bambino in prima linea in una cultura che resiste alle non conformità. Infatti il mio amico mi disse in seguito che lo rendeva nervoso vedere che suo figlio, una volta data l’opzione, scegliesse sempre l’oggetto rosa e brillante. “Mi preoccupo che venga preso in giro“, ammise. “E penso inconsciamente, ecco perché a volte lo spingo verso il supereroe, cosa che a lui piace anche.”

Ma non importa quanto riusciamo o non riusciamo a parlare ai nostri figli del genere, quando si tratta di stereotipi come “l’altro”, potrebbe non esserci nulla di meglio di una maggiore esposizione a quell’altro. Richard Fabes, che studia genere e sviluppo infantile presso l’Arizona State University, afferma che le amicizie con i coetanei dell’altro genere gettano le basi per il rispetto reciproco in seguito. Il problema è che, se lasciati a se stessi, i bambini ne hanno pochissimi.

Quando i bambini si riuniscono in gruppo e giocano, c’è una preferenza per i coetanei dello stesso sesso“, dice Fabes, il quale spiega che questo è probabilmente il risultato della differenza tra il modo in cui le ragazze e i ragazzi tendono a giocare. Gravitare intorno solo agli amici che sono simili a loro aumenta col passare del tempo, cambiando solo nell’adolescenza, quando la maggior parte dei bambini diventa curiosa del lato femminile.

E come mai solo all’adolescenza? Forse per lo sviluppo ormonale?

A quel punto, dice Fabes, è troppo tardi. “Sono interessati romanticamente senza essere stati amici e prima”, dice. “L’oggettivazione può avvenire come risultato di quella dinamica.”

I genitori di bambini in età prescolare, dice Fabes, devono incoraggiare e facilitare attivamente le interazioni tra generi. Anche se all’inizio potrebbe essere una sfida per il bambino, a seconda di come sono il genere inquadra il tipo e stile di gioco, quelle esperienze creeranno una resilienza sociale. “Più tempo passano i ragazzi e le ragazze a interagire, più si sentono a loro agio e meno è probabile che agiscano in modi che usano il genere come base per discriminare, prendere in giro e altri comportamenti problematici“, afferma Fabes.

in conclusione

Se iniziassimo a impostare il tutto per iniziare questo processo, senza dubbio alcuni genitori che leggeranno risponderanno con “Non possiamo semplicemente lasciare che i bambini siano bambini? Abbiamo davvero bisogno di immischiarci con ciò che legge un bambino di tre anni, con chi scelgono di giocare o con le loro idee su cosa significhi essere un maschio o una femmina? La parola stereotipo appartiene addirittura al loro vocabolario a quell’età? “

Ma più ci ho pensato, più mi sono reso conto che l’impossibilità di parlare esplicitamente della violenza sulle donne con i bambini e le cose che sono successe alle loro mamme, alla fine ci costringe a guardare verso qualcosa di più profondo, soluzioni più strutturali del semplice trattamento dei nostri partner e una conversazione di cinque minuti sull’essere gentili.

Insegniamo ai nostri ragazzi come dire “per favore” e “grazie”. Insegniamo loro come attraversare la strada senza essere colpiti dalle auto. Ci sono tanti modi in cui, anziché lasciarli a se stessi, forniamo una guida. Penso che la vera resistenza a plasmare gli uomini che si schiereranno contro i la violenza sulle donne nel mondo è che significa anche fare il duro lavoro di riqualificazione di noi stessi.

BDSM e Abuso, ecco le differenze

BDSM e Abuso, vorrei approfondire l’argomento, dato che negli ultimi periodi ho ricevuto diverse richieste di delucidazioni su ciò che comporta essere sub, ma soprattutto se il BDSM non sia altro che un “abuso legalizzato”.

Quando le informazioni sono principalmente limitate a fonti esterne alla comunità BDSM (film, libri, notizie e materiale pornografico che possono fuorviare) potrebbe risultare difficile comprendere la differenza tra pratiche BDSM, consensuali e sicure, e “Abuso”.

Quindi, vi riporto alcune spiegazioni che, spero, siano lette, comprese ed, eventualmente, condivise sui Vostri social per ampliare la conoscenza di questo mondo.

BDSM e Abuso

Che cosa è esattamente il BDSM

Il BDSM è un termine generico, che sta ad indicare alcune pratiche, spesso combinate tra loro, come “schiavitù e disciplina“, “dominanza e sottomissione” e “sadismo e masochismo” che hanno tutte un filo comune, ovvero la consensualita’. C’è una pagina che ne parla e spiega, quindi non mi soffermo oltre su questa parte.

Il BDSM comunque comprende un’ampia varietà di giochi di ruolo e/o pratiche erotiche che coinvolgono uno o più individui adulti e consenzienti.

Alcune persone potrebbero portare il BDSM nella quotidianità e vivere questo stile di vita 24 ore su 24, 7 giorni su 7, mentre altre limitano tali pratiche solo in alcune particolari situazioni o nella camera da letto. Alcuni, utilizzano determinati comportamenti, tipicamente identificati come parte di uno stile di vita BDSM, quali il collare (mettere un collare al proprio partner come simbolo di appartenenza) o praticare il dominio e la sottomissione Sessuale e non, senza però identificarsi completamente con la cultura BDSM. Esistono molti sottogeneri di BDSM e gli individui possono scegliere di esercitarsi in varie modalità

 

Distinguere BDSM e Abuso

Ciò che viene spesso tralasciato dai media e nella rappresentazione della cultura del BDSM, è l’aspetto più importante di tutto ciò : il consenso. Quindi, per comprendere bene le dinamiche di una relazione di questo genere, bisogna avere la curiosità e la capacità di guardare “dietro le quinte”, di superare ciò che è immediatamente evidente, e cercare di capire veramente cosa sta succedendo.

Spesso vengono mostrate solo le parti provocatorie del BDSM, una strategia sicuramente progettata per mantenere alta la nostra attenzione, nello stesso modo in cui i film pornografici mostrano raramente l’utilizzo strumenti di protezione (preservativi). Quando i film o la TV ritraggono dette pratiche, spesso non vediamo il dialogo, definirei obbligatorio, sulle parole sicure, sulla quantità di preparativi per la sicurezza necessari, per attività come le legature con le corde o l’after care, dopo una sessione di intensa attività, in cui i partner si riconnettono al mondo reale, offrendo supporto emotivo e/o fisico l’uno all’altro.

BDSM e AbusoTroppo spesso ritraggono un modo inappropriato le relazioni BDSM e la disinformazione prevale, a causa della quantità di attenzione posta su queste false raffigurazioni di queste dinamiche.

Prendiamo, ad esempio, il romanzo e la serie di film “50 Sfumature di Grigio” . La pubblicazione del romanzo ha suscitato un grande interesse nella comunità BDSM in quanto la serie non descrive accuratamente questo mondo. Pertanto, molti consumatori del libro e/o del film vengono lasciati con una falsa rappresentazione di uno stile di vita, non conforme alla realtà .

Christian Grey, il personaggio che interpreta il ruolo dominante nella serie, esibisce una serie di comportamenti offensivi condannati duramente dalla comunità BDSM. 

Ad esempio:

  • Christian attua lo stalking non consensuale e nella minaccia del personaggio femminile, Ana.
  • In una scena, non si ferma quando Ana dice “no” al sesso, ma continua. Non solo ignorare un partner che dice di no (a meno che questa non sia un’attività per la quale è stato ottenuto il consenso preliminare) vada contro la cultura BDSM, è anche uno stupro.
  • Un altro indicatore significativo di abuso nella serie è il contratto che Ana firma per volere di Christian, il quale afferma che non può parlare con nessuno di quello che succede tra lei e Christian. Se la loro relazione fosse basata sulla comunicazione e sul rispetto reciproco, come dovrebbero essere tutte le relazioni, non sarebbe necessario silenziare e isolare Ana. Molte persone che praticano il BDSM insieme hanno contratti scritti e/o verbali, ma in genere esistono solo per delineare limiti e pratiche rigorose a cui entrambi i partner hanno acconsentito.

Immagino che la scrittrice non abbia sicuramente fatto le adeguate indagini e ricerche nell’universo BDSM, come, secondo me, (e non solo per me), non abbia avuto esperienze serie con reali Master. Non fare una buona ricerca fornisce notizie non corrispondenti al vero. E questo, quando si parla di un mondo in cui la punizione fisica fa parte del gioco, è molto pericoloso.

Quindi, il BDSM consensuale va bene. Ma con l’ingenuità di Ana e la riluttanza di Christian nel guidarla correttamente (perché tenerla cieca rispetto ai suoi diritti gli permette di abusare di lei), non viene sicuramente ritratta una relazione sicura e consensuale. Invece, stiamo parlando di un tentativo di Total Power Exchange con il consenso manipolativo e coercitivo nella migliore delle ipotesi. Uno squilibrio di potere, che Ana (il cosiddetto “sub”o “slave”) rende molto chiaro, tanto che è infelice fin dall’inizio. E visto che questo ritratto è l’unico, che alcuni fan di 50SdG hanno potuto conoscere, sullo stile di vita BDSM, mette le donne alla ricerca del proprio Christian Grey aperto agli abusi, dando il via libera, così, a coloro che sono troppo felici di usare il BDSM come copertura. Da quando il film e i suoi sequel sono usciti, sia in libreria, ma soprattutto al cinema e in TV, la comunità BDSM ha mostrato molte preoccupazioni e ha assistito alla ricaduta delle donne nelle mani di falsi master, di dominanti abusivi, grazie a 50SdG che offre loro una prospettiva completamente distorta di ciò che comporta lo stile di vita.

BDSM e Abuso

BDSM e Abuso, ecco le reali differenze

Approfondiamo meglio quello che è la differenza tra BDSM e un abuso.

Ci si potrebbe interrogare sulla linea da seguire, tra una relazione abusiva e una relazione BDSM, poiché entrambi implicano ciò che possiamo considerare “abuso” in entrambe le forme, mentali e fisiche (colpire, legare, insultare, sminuire o controllare un’altra persona). Come accennato in precedenza, la differenza fondamentale qui è il consenso. In una sana relazione BDSM, c’è una comunicazione aperta tra i partner su ciò che vogliono, e un contratto che delinea ciò che è lecito e consentito, così come i limiti, da non superare.

I seguenti esempi forniscono ulteriori chiarimenti sulla comunicazione e il consenso:

  • Relazione abusiva: Lei gode dell’idea di soffocare Lui durante il rapporto sessuale. Senza prima mettere in discussione questo argomento e cercare il consenso di Lui, Lei inizia a soffocare Lui durante l’atto . Lui lotta per liberarsi ed è ferito e confuso. Quando viene affrontato l’argomento , Lei gli dice di “fare l’uomo”.
  • Relazione sana: Lei esprime al suo  Lui che vorrebbe essere frustata, con un frustino da cavallo. Lui obbliga Lei, ad una parola sicura, nel caso in cui si sentisse a disagio e desideri fermare l ‘attività.

1 – Il consenso differenzia il BDSM dall’abuso

Il consenso è il perno di tutte le attività BDSM ed è uno dei principali fattori che lo differenzia dall’abuso. In parole povere, il BDSM è consensuale. L’abuso non lo è.

2 – creare un copione e regole

Prima di ogni “scena” BDSM, i partecipanti esprimono e negoziano i propri gusti, desideri e limiti, il che significa che tutti coloro, che sono coinvolti nell’atto concordato, stabiliscono obiettivi specifici che determinano ciò che vogliono per uscire dalla sessione, sia emotivamente che fisicamente. Discutono anche di quelli che vengono definiti come “limiti hard e soft”. I limiti rigidi sono le cose in cui non ci si dovrebbe mai impegnare, mentre i soft limits sono cose che si potrebbero sperimentare se e quando il momento sembra giusto. Tutto ciò richiede una negoziazione più profonda prima di iniziare una sessione.

La negoziazione pre-scena può assumere molte forme. A volte i partecipanti scrivono un contratto che specifica cosa è permesso e proibito. Altri usano una semplice lista di controllo delle attività. Quindi discutono ogni articolo individualmente, indicando quale è un desiderio o un limite. Altri semplicemente hanno una conversazione approfondita sui loro confini.

3 – BDSM è sicuro, sano e consensuale

Le persone coinvolte nel BDSM usano la frase “sicuro, sano e consensuale” per descrivere il loro tipo di gioco sessuale. Qualsiasi gioco definito “kinky” ma che non incorpora gli elementi sicuri, sani e consensuali concordati, può essere molto scorretto e può essere un tentativo di abuso e, quindi, pericoloso.

  • Sicuro significa che i partecipanti hanno preso precauzioni per minimizzare i rischi, tutti. Significa anche che i partecipanti sono ben informati sulle tecniche e gli strumenti utilizzati, che possono eliminare sia la paura indesiderata che comportamenti pericolosi.
  • Sano indica che le persone coinvolte si trovano in uno stato che consente loro di separare la fantasia dalla realtà. Questo significa anche sobrietà; sensi e comportamenti non vengono compromessi dall’influenza di sostanze intossicanti (droghe o alcol). Infine, implica astenersi dall’imporre aspettative irrealistiche al proprio partner.
  • Consensuale significa che tutte le parti hanno discusso e concordato i confini. Altrettanto importante, il consenso deve essere in corso. In altre parole, se un individuo desidera cambiare idea su qualsiasi attività durante il gioco, può rinegoziare in qualsiasi momento.

 

4 – La comunicazione è la chiave

Una comunicazione chiara è indispensabile per praticare un BDSM sano. Le Safewords sono una forma standard di sicurezza in questo tipo di gioco e un elemento importante che differenzia il BDSM dall’abuso. Una safeword è una parola o una frase che segnala che uno dei giocatori o desidera prendere una pausa o fermarsi completamente. Un esempio di safeword potrebbe essere “rosso”, “banana” o qualsiasi altra cosa che normalmente non si utiluzza durante il sesso o nel contesto di una scena. Inoltre, se un sottomesso è imbavagliato o l’udito di Dominant è compromesso, è possibile utilizzare invece segnali sicuri. Questo potrebbe essere un gesto o qualcosa che il Sottomesso tiene in mano che segnalano il desiderio di mettere in pausa la scena.

5 – Differenze importanti tra abuso e BDSM

BDSM e Abuso

Il gioco vizioso può comportare cose come punizione, umiliazione e persino lacrime. Questo può sembrare un abuso per un estraneo, rendendo comprensibilmente difficile distinguere tra i due. Tuttavia, se confrontati, possiamo vedere le differenze nette.

Gli episodi abusivi sono situazioni fuori controllo. Nel BDSM sano, un Dominante non agisce mai spontaneamente per rabbia. Le scene sono pianificate con cura e con il massimo interesse del Sottomesso.

Le situazioni abusive di solito finiscono con le emozioni negative. Una scena BDSM è progettata per lasciare i partecipanti a sentirsi bene e soddisfatti quando è finita. È responsabilità di un Dominante dare  cura dopo la fine della sessione per assicurarsi che il Sottomesso si senta felice, sicuro e protetto. Al contrario, sia il bersaglio che l’aggressore si sentono tristi, arrabbiati o vergognosi a seguito di un episodio violento.

Le situazioni abusive sono spesso accompagnate da abuso di sostanze o disturbi emotivi. Nel sano BDSM, i giocatori cercano di minimizzare tutto ciò che può influenzare il loro giudizio durante il gioco, incluso l’uso di droghe o alcol.

 

6 – Abuso in BDSM

Sebbene gli studi abbiano scoperto che le persone coinvolte nel BDSM hanno meno probabilità di tollerare certi tipi di abuso, possono comunque accadere. Le bandiere rosse abusive in una relazione o scena BDSM sono molto simili a quelle che si trovano in altri tipi di relazioni. Alcuni comportamenti di avvertimento includono:

  • ignorando i confini sessualità e non
  • abuso verbale o fisico non consensuale / non negoziato
  • comportamento di controllo, compresa l’eccessiva gelosia
  • sbalzi d’umore estremi imprevedibili
  • abuso di sostanze
  • uso di ultimatum e paura di controllare la vittima
  • isolare la vittima da familiari e amici
  • una storia di comportamento violento con contatti stretti

Se riconosci questi o altri segni di abuso nei tuoi incontri BDSM, chiedi aiuto esterno. Se l’abuso si verifica in un evento BDSM pubblico, cerca un Designated o Dungeon Monitor (Individui organizzatori o addetti alla sicurezza).

Per giocare in privato con un nuovo partner, stabilisci sempre una chiamata sicura con un amico e informalo di tutti gli spistamenti. Inoltre, non è insolito per chi è attivamente coinvolto nella comunità BDSM chiedere referenze da partner precedenti.

Per qualsiasi ulteriore informazione, chiarimenti o consulto, Contattami senza impegno.

Masters e Johnson, La ricerca sessuale con cavie umane

William Masters e Virginia Johnson, furono, a partire dagli anni 50, il controverso team di ricerca, che aprì la strada nel campo della sessualità umana, introducendo idee che, ancora oggi, sono ancora ampiamente utilizzate.

masters e Johnson - la ricerca della sessualità umana

Masters e Johnson furono i primi ricercatori a “portare la scienza in camera da letto”; prima dei loro esperimenti, negli anni ’50, il sesso non era mai stato affrontato da un punto di vista puramente medico. Durante gli studi di anatomia, Masters giunse alla conclusione che, sebbene fossero state condotte ricerche sulle abitudini riproduttive dei conigli e delle scimmie, nessuno studio simile era mai stato condotto sugli esseri umani. Masters pensava che, identificare le reazioni del corpo umano durante l’atto Sessuale, potesse essere la chiave per risolvere alcune problematiche e per ricevere un premio Nobel.

I ricercatori

masters e Johnson - conoscere le varie fasi del rapporto sessualeWilliam Masters aveva una specializzazione OB-GYN (obstetrician-gynecologist) a St. Louis ed era un esperto di infertilità. Egli riteneva che, una ricerca più approfondita sull’atto sessuale, potesse fornire informazioni utili per aiutare tutte quelle coppie in difficoltà. In un primo momento, l’unico materiale disponibile da osservare in “corso d’opera” era costituito dalle prostitute della città, riuscendo a superare ogni problema legale con l’aiuto del capo della polizia che Masters aveva assistito nelle sue difficoltà nel concepire un bambino. Per Masters l‘idea era di reclutare volontari da monitorare più da vicino, nella sua clinica, durante l’atto Sessuale. 

L’altra metà della famosa coppia, Virginia Johnson, fu reclutata nella squadra dopo aver fatto domanda per un posto di assistente nella facoltà di medicina dell’Università di Washington a St. Louis, dove lavorava Masters. Entrò in contatto con questa strana ricerca, quando aprì una delle famigerate “porte chiuse” della struttura e vide una coppia che stava consumando un rapporto Sessuale, con sacchetti di carta sulle loro teste ed elettrodi che coprivano il loro corpo. Johnson fu in grado di aggiungere la prospettiva di una donna, alla ricerca di Masters e ben presto dimostro’ un valore inestimabile per il suo progetto.

 

Masters e Johnson iniziano

Masters e Johnson furono i primi a documentare le differenze nel ciclo di risposta sessuale tra uomini e donne. Essi fornirono un trattamento terapeutico per molte coppie e condivisero la loro esperienza  nei loro libri più venduti: “Human Sexual Response” e” Human Sexual Inadequacy“.

 

Contributo alla psicologia

Gli anni di lavoro di Masters e Johnson portarono innovazioni rivoluzionarie nel campo della psicologia sessuale e del trattamento delle questioni sessuali. Alfred Kinsey, medico, studiò la sessualità umana un decennio prima, ma la sua ricerca era basata sul feedback dei partecipanti allo studio; Masters e Johnson portarono la ricerca sulla risposta Sessuale ad un livello superiore, conducendo le loro ricerche in un laboratorio per valutare la correlazione tra comportamento sessuale e psicologia.

Volontari a pagamento – omosessuali ed eterosessuali, coppie e individui singoli – vennero osservati, durante i loro rapporti sessuali e/o autoerotismo per comprendere meglio quale fossero le reazioni del corpo. Essi dissiparono molti falsi miti riguardo al comportamento sessuale basato sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’età. Identificarono quattro fasi della risposta sessuale umana, oggi ampiamente utilizzata.

  1. masters e johnson aiutarono coppie nlla loro sessualitàLa fase di eccitazione: si verifica spesso a seguito di stimoli fisici o psicologici, ma può anche verificarsi in modo apparentemente casuale. L’eccitazione aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Sia gli uomini che le donne mostrano capezzoli eretti, pelle ricettiva, respiro accorciato…gli uomini iniziano a sviluppare l’erezione, mentre le donne aumentano la lubrificazione vaginale.
  2. La fase di plateau: precedente all’orgasmo, questa fase segnala l’eccitazione sessuale massima. Gli uomini possono nascondere il liquido pre-eiaculatorio e entrambi i sessi avvertono le prime contrazioni muscolari a livello genitale.
  3. Orgasmo: un estremo senso di piacere coincide con le contrazioni muscolari, ritmiche e più imponenti dei geniali, eiaculazione nel maschio e, alle volte, anche nella femmina.
  4. La fase di risoluzione: l’interesse sessuale inizia a calare. Masters e Johnson notarono che gli uomini entrano in un periodo refrattario durante la risoluzione, nel quale non sono più in grado di raggiungere l’erezione e conseguente orgasmo. Essi sottolinearono la capacità della donna nel raggiungere orgasmi multipli.  Questo comporta un periodo refrattario accorciato o del tutto assente.

Inoltre, Masters e Johnson svilupparono un programma di terapia clinica per servire le coppie con disfunzioni sessuali. In passato, il trattamento si limitava a sessioni di terapia prolungate per un solo membro della coppia; nel 1959, cominciarono a lavorare, in tandem, per trattare entrambi i componenti della coppia in un programma lungo due settimane, con un follow-up di cinque anni. Le coppie incontrarono un tasso di successo che supera l’80% con la tecnica di consulenza Masters and Johnson. Descrissero questa tecnica nel libro “Human Sexual Inadequacy” nel 1970.

Critica e controversie

Il lavoro di questo team non è stato privo di polemiche, ovviamente. Masters e Johnson tentarono di trattare anche l’omosessualità, ma i gruppi conservatori li criticarono per aver inaugurato una sorta di rivoluzione sessuale.

Human Sexual Responsepubblicato nel 1966, ebbe un eco nazionale che li catapultò verso la celebrità, ma William Masters e Virginia Johnson si rivelarono più una moda che una leggenda duratura. La loro ricerca fu scioccante, dal momento che era la prima del suo genere, e il libro stesso era scritto in un linguaggio noioso e clinico. Ciò che catturava il pubblico, era più la discussione sulla risposta delle donne agli stimoli sessuali che la scienza stessa.

Anni dopo, la loro pubblicazione “Homosexuality in Perspectivedel 1979, provocò ancora più polemiche, ma questa volta quasi del tutto negativa. In esso, Masters sosteneva che l’omosessualità era una scelta che poteva essere curata col “trattamento di conversione”. Sebbene Johnson inizialmente non fosse d’accordo con il suo partner sull’argomento, alla fine vi rinunciò, e Masters proseguì con la pubblicazione.

L’idea di una “cura” per l’omosessualità è stata ampiamente condannata dalla comunità scientifica di oggi, e il sostegno originale di Masters e Johnson alla teoria ha gettato qualche dubbio sul resto della loro ricerca.

La scandalosa coppia di William Masters e Virginia Johnson divorziò dopo ventuno anni di matrimonio nel 1992; sebbene Masters si fosse risposato, il suo nome sarebbe stato per sempre legato a quello della sua ex compagna di ricerca.

Masters e Johnson - master of sex

Un omaggio a questi due ricercatori fu una serie TV Masters of Sex, creata da Michelle Ashford e trasmessa dal 29 settembre 2013 al 13 novembre 2016 per un totale di quattro stagioni. La serie è basata sulla biografia di Thomas Maier “Masters of Sex – La vera storia di William Masters e Virginia Johnson, la coppia che ha insegnato il sesso all’America (Masters of Sex: The Life and Times of William Masters and Virginia Johnson)”

lo scambismo in una coppia

Lo scambismo, in una coppia, può essere un valore aggiunto, un test per verificare la reale forza del sentimento, ma non può essere visto come una sorta di terapia e di benedizione alla libertà sessuale irrispettosa.

 

Come scrivevo nel precedente articolo:

 

Ci sono alcuni problemi, in un rapporto di coppia, che sono latenti, per chissà quale motivo, eppure discuterne potrebbe essere un ottima soluzione, ma l’abitudine di vita, la situazione, magari, di convenienza economica e di alloggio, porta a evitare di esporsi ed esporre le reali problematiche. Cosi molti, afflitti da un rapporto triste e magari ormai scarno di passione fisica e mentale, trovano al di fuori, la distrazione, la nuova storia che sognano di vivere.

 

Infatti lo Scambismo è visto, per chi non lo pratica, una sorta di tradimento con l’approvazione reciproca, ma per chi lo pratica non è cosi: è saper scindere sesso e sentimento, fiducia e sana gelosia, cosi che lo Scambismo (Swinger) diventi una distrazione sana e intrigante del gioco sessuale nella coppia, aiutandoli, così, a riscoprirsi e a fortificarsi. Di contro, può essere la rovina di una relazione. Conosco coppie scambiste che hanno avuto quello stile di vita per un po’ di tempo e le vedo ancora oggi felici, tenersi per mano, toccarsi, baciarsi e cercarsi. Poi vedo coppie, sempre presenti nelle messe e attività parrocchiali, coppie che hanno conformato il loro percorso di vita alle regole del matrimonio ecclesiale, conservatrici, che, a malapena, si parlano in pubblico.

 

Lo scambismo può far bene alla coppia?

 

Alcune coppie preferiscono andare in posti esotici, altre in crociera, per far ripartire il proprio rapporto fuggendo dalla routine, per poi tornare, sperando di essere cambiati e rafforzati. Poi ci sono quelle coppie che usano il loro tempo libero, quindi bene o male tutto l’anno, parlando della loro unione e vita e sperimentando sessualmente nuove idee, giochi anche mentali e, perchè no, anche accogliendo altre coppie, singoli o singole, nella loro sessualità.

Raccontiamo la storia di Marco e Giada, nomi di fantasia. Marco e Giada, rispettivamente 48 e 45anni, si sono sposati 5 anni fa, matrimonio civile dato che entrambi sono divorziati. Hanno figli da precedenti relazioni, di 4 e 17 anni. Vivono nella provincia Fiorentina, dove lavorano come impiegati. Il tempo libero lo passano a camminare con i loro cani, a fare puzzle e a vedere nuovi film o serie tv.  A volte vanno in un locale di Scambisti aperto da qualche anno, The Gamer, una discoteca dedicata, ed è proprio li che li ho conosciuti. Come per me, anche per questa coppia, il sesso occasionale con estranei è un’attività ricreativa come qualsiasi altra.

 

Come è iniziato

 

Fu Marco a proporre l’idea di iniziare a capire e scoprire cosa fosse lo scambismo. Lui, anche se nervoso nell’esprimere questo desiderio, pensò che sarebbe stato un buon modo per spezzare la monotonia del matrimonio, che sentiva potesse giungere, vista la passata esperienza matrimoniale. Lo suggerì, per la prima volta, nel bel mezzo di una cena intima a lume di candela, ma, malgrado l’atmosfera, Giada non impazzi di gioia, a tale proposta. “All’inizio era piuttosto esitante,” mi disse Marco.

“Ero un po’ sconvolta”, ricorda Giada.” Ma con un po’ di romanticismo mi convinse: sono una persona aperta, quindi per lui ero disposta a provare, per renderlo felice e per capire se, poi  sarebbe piaciuto ad entrambi o sarebbe rimasta una fantasia su cui giocare solo noi due.”

 

La loro prima volta…

 

Ci vollero quasi sei mesi, dopo il consenso di Giada, per preparare e trovare un luogo adatto a loro. Marco cercò online, siti di scambismo, poi studiò le recensioni e lesse i consigli, che altre coppie fornivano, finché arrivò a scegliere un nuovo locale, da poco aperto, e perchè nuovo, sicuramente poco affollato, sembrava accogliente da come vide nelle foto del sito. Cosi Marco e Giada si avviarono alla loro prima serata swingers.

Entrambi rimasero molto colpiti dall’atmosfera sorprendentemente serena, una discoteca a tutti gli effetti con stanze e luoghi accoglienti. Le stanze al piano superiore erano con letti ampi e comodi, tutte dotate di dispenser con gel lavamani e fazzoletti. “All’inizio non mi sentivo a mio agio, timido e un po’ e nervoso,” raccontò Marco. “Non sono una donna da discoteca”, aggiunge Giada. “Io non faccio clubbing, non bevo, quindi per me ci è voluto un po’ più tempo per aprirmi e parlare con la gente“. Tuttavia non era sola: c’erano, in realtà, parecchi frequentatori che non bevevano. “Non è un posto dove tutti sono ubriachi“, spiega Marco.

Dopo aver esaminato la scena, ognuno si concentro’ sui potenziali partner e iniziò conversazioni casuali. “Non è che ti butti nel letto”, dice Giada. “Inizi a parlare con loro e li conosci un po'”. Sembrava tutto abbastanza normale, tranne per gli argomenti di conversazione. Normalmente quando le persone si incontrano per la prima volta, le discussioni si basano essenzialmente sul che fai e dove vivi, ma qui si aggiunge la nota del sesso, la libertà di parlarne senza remore, tabù.”

Tutto si svolge come un discoteca normale, si balla e se si vuole si beve. Giada notò una cosa, “nessuno turba le donne, sono tutti gentili, nessun approccio sgarbato, neanche dai singoli.” Se vuoi balli, se vuoi ti intrattieni, se vuoi provochi, se vuoi ti dirigi nelle stanze dedicate. Nelle stanze, puoi solo farti vedere, mentre fai sesso, chiudendo la porta e dalla finestrina dai spettacolo, oppure lasci aperta la porta e accogli chi vuoi tu e fai sesso con chi ti piace.

 

La loro prima serata passò…

 

Al loro rientro dalla prima serata, Giada e Marco mi raccontarono che, quasi contemporaneamente, si posero la classica domanda: “come è stato per te?” Domanda che ho posto anche io, ma che che Giada non soddisfò: “Ne abbiamo parlato perché voleva conoscere le mie sensazioni, per rassicurarmi che non ci fosse gelosia”. Insieme, decisero che era qualcosa di apprezzato e avrebbero continuato a fare.

 

Sistemarsi in una routine

 

Nel giro di pochi mesi, la coppia creò un modello. Frequentavano un evento o locale di scambisti, ogni tanto, abbastanza da poter essere definiti “regolari”, ma non così tanto da considerarsi parte di quel gruppo.

Frequentavano varie feste. Alcune limitate solo a persone di mezza età, altre che includevano persone di età diverse. Giada preferisce una varietà di età, anche se non sta cercando di essere un puma. “I più giovani non fanno niente per me” sorride.

Al contrario, Marco preferisce la serata solo over 50. “Le donne più mature sono più … istruite”, azzarda. “Esperienza”, suggerisce Giada. “Esattamente,” concorda Marco.

Negli incontri, non hanno mai voluto portare a casa nessuno, di quelli che conoscevano: “giochiamo sempre e solo nei locali o negli eventi” spiega Marco “Il sito dove siamo iscritti lo usiamo per fissare o trovare eventi e me ne occupo io. Di conseguenza non accettiamo di andare ospiti in case altrui, a meno che non sia per una festa.” Alla mia domanda se il loro scambismo era condiviso nella stessa stanza o in separata sede, Giada mi risponde: “preferiamo giocare insieme, raramente ci separiamo, e se accade, comunque non torniamo mai da soli a casa, ci aspettiamo. Inoltre ho scoperto che le attenzioni femminili molto appaganti, quindi, se siamo tutti insieme meglio”.

 

Come lo scambismo ha aiutato il loro matrimonio

 

Finora, la loro vita sessuale affollata non ha influito negativamente sulla loro unione, tutt’altro: “È meglio”, dice Marco “Siamo solo più forti“, concorda Giada: “C’è una certa energia che scaturisce dalla libertà, perché sai che puoi fare quello che vuoi.” Entrambi dicono che, con lo scambismo hanno imparato a sentirsi “meno intrappolati” nella loro relazione a lungo termine.

Non importa quanto tu ami qualcuno, le cose possono diventare stantie“, spiega Marco. “Aggiungendo altri partner sessuali nel mix, si mantiene tutto più fresco – incluso il sesso con la persona con cui sei impegnato. Non avendo confini così rigidi, ci siamo aperti di più l’uno con l’altra”.

Marco e Giada quando parlano con coppie che vorrebbero provare questo stile di vita consigliano: “Assicurati che sia qualcosa che vuoi davvero fare, perché la gelosia può rapidamente insinuarsi e distruggere una relazione“, avverte Giada. “Devi assicurarti che sia qualcosa con cui ti senti a tuo agio.

 

Conclusione

 

Questo è un racconto di una delle tante coppie, un parere, la loro visione, il loro modo di vivere lo Scambismo. Essere una Coppia Scambista non significa essere stereotipati in una forma, non significa che tutti vivono lo scambismo alla medesima maniera. Siamo vari nel vivere una relazione, ognuno ha le sue vedute in fatto di coppia e sesso, di conseguenza anche in questo stile di vita ci saranno varietà di stili e modi nel vivere e sentire lo scambismo. Dipende da Voi, dipende da te, non esiste una regola per iniziare, esiste la tua capacità di vivere la tua relazione in maniera stabile e forte.

coppia scambista, chi sono e come si fa ad esserlo

La coppia scambista oggi è un po’ più “sdoganata”, ma ancora molti la vedono come una coppia pervertita e insoddisfatta. Ma è realmente così? Personalmente, ho scoperto diversi lati positivi, nelle mie relazioni, compresa l’attuale, nel vivere un simile “stile di vita”.

La pratica scambista sembra che, negli ultimi anni, sia divenuta più socialmente accettata, anche se, per molti, è ancora vista come una pratica immorale e scandalosa, soprattutto chi fa del legame di coppia un possesso o un contratto con la chiesa.

Ci sono problematiche, in un rapporto di coppia, che vengono spesso nascoste alle parti in gioco, per chissà quale motivo, eppure il discuterne potrebbe essere un ottima soluzione, ma l’abitudine di vita, la situazione, magari di convenienza economica e di alloggio, porta a evitare di esporsi ed esporre tali problematiche. Così molti, afflitti da un rapporto triste e magari ormai scarno di passione fisica e mentale, trovano fuori la distrazione, la nuova storia che sognano di vivere.

Ci sono delle regole per essere Coppia Scambista?

la coppia scambista

La regola numero uno, per qualsiasi coppia che vuole diventare coppia scambista, deve essere la comunicazione, deve saper comunicare all’interno del rapporto, senza timori, vergogna e imbarazzo. Sentimenti, pensieri e paure devono poter essere espressi apertamente, prima e dopo. La pianificazione è la chiave perché una volta che è successo, non si può tornare indietro.

Le coppie dovrebbero esprimere le loro paure, idee e pensieri molto prima di fare il primo passo per diventare scambiste. Bisogna essere in grado di prepararsi, bisogna essere chiari sulle intenzioni reciproche: “Stai solo cercando una nuova esperienza insieme?” “Stai bene con l’esperienza?” Bisogna esporre i propri limiti, con i quali ti trovi o meno a tuo agio, molto importanti e degni di essere rispettati. Se sei in una coppia e coinvolgi la sola femmina, ti sentiresti a tuo agio con un uomo in mezzo a voi? O più uomini? O preferisci un’altra coppia con voi? Sei disposto a “giocare” separati gli uni dagli altri? Cerca di immaginare ogni possibile scenario e preparati a questo.

Un argomento di cui molte coppie non parlano è il futuro. Cosa succede se uno dei due nella coppia non ama realmente l’altro partner? I problemi che si manifestano dopo l’evento scambista non sono altro che situazioni latenti di degrado affettivo e di problemi di coppia e, sicuramente, azioni del genere sviluppano un veloce deterioramento del rapporto.

Entrambi avete deciso che la vostra relazione sia abbastanza sicura da provare una avventura scambista? La maggior parte delle coppie, soprattutto all’inizio, ha il timore di essere “scoperta” da colleghi, familiari o amici. La tendenza è di rimanere in anonimato. Questo può rendere difficile, per una nuova coppia scambisti, trovare altre persone del giro. Siti come Annunci69 possono essere un trampolino di lancio valido, c’è anonimato, si può interagire, non necessariamente si può dire l’esatto luogo di residenza, magari si possono spostare i giochi in zone dove sappiamo che non ci siano conoscenze dirette. Ad ogni modo, si gioca alla pari, se io conosco te sul sito significa che ci interessano le stesse cose, punto! Da tali siti si può arrivare anche a conoscere locali e feste dedicate, tutto diventa più semplice e fluido.

Ora non ho intenzione di entrare in quello che succede nelle feste o locali, lo affronterò in un prossimo articolo.

I possibili ostacoli

In una coppia il problema di base è il senso del possesso, come diceva Battiato, che coinvolge entrambi ed entra prepotente ancor prima della gelosia. Il fatto che lei o lui “sia Mio” provoca stati d’animo anche feroci, si passa dall’invidia all’espressione della virilità, dalla gelosia all’ossessione. Solitamente, la coppia che è moderatamente gelosa, non arriva a provare fastidio nella situazione scambista, purché non avvenga in stanze separate. L’atto erotico, sessuale, deve avvenire sotto gli occhi di tutti e due, è li che per la maggior parte si scatena il piacere mentale, si giunge all’orgasmo mentale e fisico in maniera più intensa. In pochi sanno spiegare il motivo di tale piacere, di vedere il proprio partner che fa sesso con un estraneo o estranea, non lo so spiegare neanche io, eppure lo pratichiamo a volte, ci appaga a entrambi il vederci con altri. Per alcuni, l’atto di lasciare ad altrui individuo il proprio partner per poi tornare insieme e vivere la loro intimità sessuale più intensamente, è come una prova, un riscatto, una conferma della loro unione, dell’ego individuale: “Sono sempre meglio io, torna sempre da me, non c’è nessuno come me per lei/lui!”.

coppia scambista più forte

La coppia Scambista è più forte?

La coppia si può fortificare perchè sa che non deve nascondere niente, esiste una libertà unica, una condivisione dei propri interessi, piaceri e desideri. Nasce cosi uno sorta di certezza che è fondamentale nella coppia: la sicurezza del sentimento, la consapevolezza di ciò che proviamo per il nostro partner. Durante un incontro scambista, l’atto sessuale promiscuo non è altro che immagini e corpi che si mescolano dando piacere mentale e fisico, come scrivevo sopra. Le immagini appagano, tanto da giungere all’orgasmo in maniera più forte. Vedi il tuo partner che ti guarda e ti chiede l’approvazione, osservi il suo piacere, che è diverso da quello che vedi quando lo fa con te, lo sguardo è diverso, è quasi animalesco, non c’è sentimento, ma “egoismo”, “vanità”.

L’esperienza dovrebbe essere qualcosa che si fa insieme, anche se siete separati. Imparerete i trucchi per mostrarvi a vicenda, nel tempo, le regole stabilite all’inizio si allenteranno. Vi sentirete più a vostro agio con gli incontri quando vi accorgerete di essere d’accordo e di incoraggiarvi a vicenda.

Tu che stai leggendo, devi imparare a pensare più al tuo partner che a te stesso. Dimentica tutti i pensieri come “gli piace di più”, o “non posso compiacere il mio partner in quel modo” . Pensa invece, quanto hanno apprezzato il tuo partner perché è bello, sensuale, eccitante, costruttivo: “Devo provare a compiacere il mio partner in quel modo”. Queste cose ti aiuteranno, ti faranno sentire meglio con te stesso, ti motiveranno a migliorare e diventerai più sicuro, la prossima volta. Renditi conto che negli incontri da scambista tutto sarà estremamente forte, la carica sarà intensa ed erotica. Il tuo partner potrebbe essere molto più eccitato di quanto tu non abbia mai visto prima, ma non prendere questo come qualcosa contro te stesso. È molto probabile che l’esperienza darà molto valore a se stesso e lo ricambierà. Sii felice di aver visto il tuo partner con quel livello di intensità erotica.

Conclusioni

Io e mia moglie facciamo sempre sesso dopo, da soli, ma non è solo sesso: Facciamo l’Amore. Può sembrare sciocco, ma è una specie di cerimonia di chiusura. Il giorno dopo ne parliamo. Le prime volte è stata una conversazione più approfondita. Ora ci limitiamo al chiedere se siamo stati bene, ma da li può nascere un argomento di conversazione e confronto, perchè è comunque divertente parlare di un momento speciale in cui sai che è piaciuto a entrambi.

Alla fine inizierete a notare gli effetti nella vostra vita personale. Farete più spesso l’amore e sesso, creativo e migliore. Inizierete ad avere più fiducia, entrambi. Ma voglio avvertirvi: vivere da coppia scambista può essere come una droga, alla fine rischierete di voler di più. Come le terapie per star meglio, ansiolitici o altri psicofarmaci, potrebbe indurvi, o peggio indurre solo uno di voi, a voler di più, a pensare che senza quelle serate e incontri il vostro rapporto possa decadere. Inoltre non è una terapia di coppia, come ho scritto sopra, se c’è del marcio nella coppia, esce, non sarà facile risolverlo se di base manca una sana comunicazione e un forte sentimento.

I copioni usati negli appuntamenti

I copioni usati negli appuntamenti sono determinate azioni che si compiono per creare interesse e giungere a una conquista di una persona che ci interessa e attrae anche sessualmente. Come vedremo esistono in ognuno di noi determinate azioni bene o male sempre uguali, proprio come si stesse interpretando un copione scritto.

In un post precedente, che evidenziava le differenze di genere quando si trattava di percezioni sulla riuscita di un appuntamento, ho citato l’esistenza di un copione che recitiamo per conquistare una persona. 

 

Script, o copione, di genere

Gran parte delle differenze di genere osservate durante i primi appuntamenti, sono il risultato di sceneggiature sessuali, recitiamo un copione ben stabilito. I copioni, o script di genere, danno alle persone il controllo su una situazione, in conseguenza del loro inserimento in risposte modellate. Molte regole tradizionali di corteggiamento mettono gli uomini nella sede dell’autorità. Per esempio, gli uomini tendono ad attuare il potere proattivo, nel quale iniziano l’attività sessuale, mentre le donne usano il potere reattivo , che implica o accettare o rifiutare i tentativi degli iniziatori.

I copioni usati negli appuntamenti Rose and Frieze (1993) hanno condotto uno studio con un campione in gran parte caucasico di 74 donne e 61 uomini di un’università pubblica del Midwest per esaminare le differenze di genere durante i primi appuntamenti. Ai partecipanti è stato detto di elencare 20 azioni o eventi che si sarebbero verificate durante un primo appuntamento (con una persona ipotetica dello stesso sesso), oltre a descrivere il loro primo appuntamento più recente. Hanno notato il verificarsi una forte distinzione di genere negli incontri. I copioni femminili erano molto più reattivi (cioè, valutavano molto l’appuntamento, la persona), i copioni Maschili e erano molto più proattivi (cioè puntavano più sull’attività sessuale).

In particolare, erano gli uomini quelli che pianificarono l’appuntamento, controllavano il dominio pubblico (cioè aprendo le porte, controllando i luoghi e scegliendoli) e iniziavano il contatto sessuale. Le femmine erano molto più interessate al dominio privato (ad esempio l’aspetto). Questo studio degli anni 90 dimostrava che le persone hanno un quadro chiaro di come si svolge un appuntamento e quali comportamenti dovrebbero verificarsi.

 

Gli stereotipi di genere

Ricerche più recenti hanno cercato di determinare in che modo gli script (copioni) di appuntamento influenzano il comportamento degli individui quando entrano in una relazione. In uno studio condotto da McCarty e Kelly (2015), i ricercatori hanno esaminato un campione di 176 studenti universitari del Midwest che dovevano leggere stereotipi di genere (situazioni conformi alla normalità), contro-stereotipati di genere (azioni fuori la conformità di genere) o vignette egualitarie, su una coppia ipotetica. I ricercatori hanno previsto che i partecipanti valuterebbero gli obiettivi di un appuntamento stereotipate di genere come più appropriate, più calorose e competenti di quelle contro-stereotipati di genere.

I copioni usati negli appuntamentiI comportamenti raffigurati nelle vignette ugualitarie erano stati manipolati. Nella condizione stereotipica di genere, il maschio era impegnato in sette comportamenti cavallereschi, aiutare a uscire dall’auto, porgere la sedia per sedersi, pagare il conto, ecc. Nella condizione contro-stereotipata di genere, la donna si comportava si cimentava nei comportamenti cavallereschi (eccetto tirare fuori la sedia e offrendo una giacca, in modo da non destare il sospetto della manipolazione).

I risultati hanno supportato le ipotesi dei ricercatori e hanno dimostrato che gli appuntamenti stereotipati di genere sono stati valutati in modo più positivo rispetto agli incontri contro-stereotipati. L’uomo in scenari di incontri e appuntamenti egualitari e contro-stereotipati di genere è stato valutato negativamente in termini di calore, competenza e appropriatezza, pertanto, è stato dimostrato che gli uomini dovrebbero svolgere un ruolo specifico in un appuntamento e quando la sceneggiatura, il copione viene stravolto, le percezioni di loro non sono così favorevoli.

 

Conclusione

La ricerca presentata qui dimostra che quando si tratta di incontri in relazioni eterosessuali, ci basiamo ancora su copioni che differiscono ampiamente per maschi e femmine. Questi copioni dovrebbero continuare a essere esplorati, specialmente per quanto riguarda il modo in cui le nostre percezioni di ciò che dovremmo fare in un appuntamento si riferiscono o differiscono dal nostro comportamento effettivo in un incontro. Posso dire che molte azioni sono di ben oltre il semplice gesto cavalleresco dell’uomo, in quanto i copioni usati da ambedue le parti possono provocare illusioni e aspettative, possono far trasparire una falsità di carattere, portare ad attirare sempre i medesimi individui. Quante volte ci sentiamo dire (o magari anche tu lo hai detto): “perchè trovo sempre i soliti personaggi nella mia vita?”. Forse il copione presenta atteggiamenti o una recitazione che attrae determinati individui, quindi c’è un errore nella sceneggiatura, nel recitare un ruolo nei primi appuntamenti.

Riferimenti

McCarty, MK, & Kelly, JR (2015). Percezioni del comportamento di datazione: il ruolo del sessismo ambivalente. Ruoli sessuali, 72 (5-6), 237-251.

Rose, S., & Frieze, IH (1993). Scritture di incontri contemporanei di giovani single.Ruoli sessuali, 28 (9), 499-509.

Appuntamenti: Cosa accade nei primi incontri?

Non sembra, ma ciò che accade nei primi appuntamenti determinano ciò che sarà una futura relazione. C’è uno studio reciproco inconscio e una serie di rituali negli individui per poter piacere e capire con chi stanno interagendo.

I giorni che si susseguono nei primi appuntamenti determinano ciò che sarà una futura relazione, con i faccia a faccia ogni individuo ha l’opportunità di imparare di più sull’altro e determinare se c’è abbastanza intesa per perseguire la conoscenza.

La ricerca suggerisce che la comunicazione che avviene nei primi appuntamenti gioca un ruolo importante nella formazione delle relazioni romantiche (Bosson, Johnson, Niederhoffer, & Swann, 2006). I Primi apputamenti sono molto più di un semplice modo per conoscere punti di base sul tuo potenziale partner, è un momento in cui cerchi segnali di interesse verso te, e a loro volta, comunicano il tuo interesse.

Differenze di genere

Le differenze di genere sono ancora prevalenti in molte interazioni nei primi appuntamenti, ad esempio, alcuni studi hanno dimostrato che le donne sono più selettive degli uomini quando si tratta di scegliere un partner o incontrare un potenziale partner (Kurzban & Weeden, 2005).

Molte delle differenze osservate tra maschi e femmine durante i primi appuntamenti sono il risultato di “copioni sessuali”. Questi copioni danno alle persone il controllo su una situazione, ottenendo come risultato di consentire loro di cadere in risposte modellate (Rose & Frieze, 1993). Questi copioni spesso mettono gli uomini in un posto di relativa autorità durante il corteggiamento (Guarerholz & Serpe, 1985).

Nel discutere gli scenari tipici del primo appuntamento, Rose e Frieze (1993) hanno notato il verificarsi della stereotipazione di genere: il copione delle donne sono molto più reattive (cioè, valutano l’appuntamento), e gli uomini sono molto più proattivi (cioè, puntano sull’aspetto sessuale). In particolare, la loro ricerca ha mostrato che gli uomini erano in genere quelli che pianificavano l’appuntamento, controllano e tendono a dominare in pubblico e iniziano l’approccio sessuale. Le femmine tendevano ad essere più interessate al dominio privato (cioè alla loro apparenza) e dovevano presentare una risposta alle approcci sessuali.

Anche se i ruoli potrebbero cambiare, tali differenze di genere esistono ancora in gran parte delle persone nei primi appuntamenti. Eaton e Rose (2011), attraverso una rassegna di articoli pubblicati nel corso di 35 anni sulla rivista Sex Roles , fanno notare che esistono prove che dimostrano che gli stereotipi di genere rimangono prevalenti nei moderni incontri di appuntamenti.

Interpretazione del successo del primo appuntamento

In uno studio condotto con 390 partecipanti, incentrato sul comportamento interpretativo che tipicamente si verifica al primo appuntamento, sono state rilevate differenze di genere (Cohen, 2016). Il campione in questo particolare studio era prevalentemente femminile (75,4%), caucasico (61,8%) e tra 18 e 24 anni (72,3%).

Ai partecipanti sono state fornite 30 affermazioni che descrivono i potenziali comportamenti che i loro partner potrebbero mostrare in un primo appuntamento. Un esempio è “Ti abbraccia quando ti incontra”. Ai partecipanti è stato detto di valutare ogni comportamento su una scala Likert a cinque punti per ottenere la loro percezione di quanto il loro potenziale partner fosse attratto da loro. furono molto più selettivi, e potenzialmente giudicativi, sui comportamenti in un primo appuntamento. I maschi non permettevano che i comportamenti servissero come segnale che la partner era meno attratta da loro, mentre le femmine leggevano in molti dei loro comportamenti un’indicazione della loro attrazione per loro.

segnali negativi e positivi in un appuntamento

Segnali positivi

I risultati hanno parzialmente confermato dei precedenti di uno studio condotto da McFarland, Jurafsky e Rawlings (2013), in cui sia gli uomini che le donne avevano maggiori probabilità di segnalare un legame se la donna parlava di se stessa nel corso dell’appuntamento. Anche per quanto riguarda la conversazione le donne, in misura maggiore rispetto agli uomini, volevano creare e mantenere una vivace conversazione. Ciò potrebbe suggerire che molte donne si aspettano che l’uomo provi interesse dei loro argomenti, di loro stesse, durante l’appuntamento. In linea con questo punto di vista, le donne sentivano anche che quando un uomo pagava all’appuntamento, era un segnale che fosse attratto da lei.

Sembrava che i maschi usassero comportamenti di natura sessuale, come reindirizzare la conversazione sull’argomento del sesso, come segnale che che erano attratti dalla donna. Le femmine, d’altra parte, erano interessate alla discussione sul futuro del loro appuntamento. Le donne hanno anche usato il contatto fisico, come abbracci e baci alla fine dell’appuntamento, come indicazioni che erano attratte dall’uomo, un segno che gli uomini non sono gli unici a focalizzarsi sull’aspetto fisico.

Segnali negativi

Le donne consideravano molti comportamenti come segni negativi dell’attrazione del loro partner ipotetico nei loro confronti: ad esempio se le stringeva la mano indicava che non era attratto dalla donna. Un altro segno era che se alla fine della serata nel salutarsi evitava il contatto diretto. Le femmine consideravano negativamente la mancanza di partecipazione agli argomenti pur cercando di stimolarli.

Conclusione

È interessante notare che le differenze tra i sessi continuano ad emergere quando si tratta di incontri e corteggiamenti precoci, almeno nell’ambito delle relazioni eterosessuali. Anche se è improbabile che questi comportamenti cambino presto, notarli è utile, perché queste informazioni possono spiegare che cosa porta ad un primo appuntamento di successo. Questi risultati evidenziano anche l’importanza che maschi e femmine attribuiscono ai comportamenti che avvengono comunemente nei primi appuntamenti.

In un prossimo articolo parleremo dei copioni usati dagli individui per facilitare la conquista.

cosa accade ai primi appuntamenti

Riferimenti

Bosson, JK, Johnson, A., Niederhoffer, K., & Swann, W. (2006). Chimica interpersonale attraverso la negatività: legame condividendo gli atteggiamenti negativi sugli altri. Rapporti personali, 13 , 135-50.

Cohen, MT (2016). Non sei tu, sono io … no, in realtà sei tu: la percezione di ciò che rende un primo appuntamento di successo o meno. Sessualità e cultura, 20 (1), 173-191. doi: 10.1007 / s12119-015-9322-1

Eaton, AA, & Rose, S. (2011). La datazione diventa più egualitaria? Una revisione di 35 anni utilizzando ruoli sessuali. Ruoli sessuali, 64 (11/12), 843-862.

la gratitudine nella coppia è utile?

La gratitudine nella coppia è utile per sostenerci durante i periodi di difficoltà aumentando gioia e soddisfazione nel dare.

Ricordo anni fa di un amico, che dopo un incidente sugli sci di sua moglie, fu all’altezza della sfida di prendersi cura di lei, mi ricordo dei suoi racconti e di quanto fu per lui non sempre facile.

aiutare per amore o per obbligoIn questo articolo voglio affrontare la Gratitudine, cioè apprezzare ciò che fa il partner per l’altro e mostrarlo, quanto la cura verso il compagno/a di vita sia un collante alla coppia o un fattore critico che porta a vivere male per entrambi la situazione di una malattia, una disabilità, giunta all’interno della coppia, nel nucleo familiare. Ricordo anni fa di un amico, che dopo un incidente sugli sci di sua moglie, fu all’altezza della sfida di prendersi cura di lei, mi ricordo dei suoi racconti e di quanto fu per lui non sempre facile, ricordo che ha vacillato tra gratitudine e frustrazione per tenere la forza e la costanza di prendersi cura di sua moglie. Su questo ricordo ho deciso di affrontare l’argomento in oggetto, in quanto ho letto pochi giorni fa che uno studio suggerisce che la gratitudine nella coppia è utile per sostenerci durante i periodi di difficoltà aumentando gioia e soddisfazione nel dare. Non è stato facile per il mio amico, Le nostre relazioni intime sono una parte importante di una vita significativa. Ma cosa succede quando qualcuno che amiamo è malato o sta attraversando un periodo molto difficile, e siamo chiamati ad essere un aiuto ancora più forte e presente?

La custodia, la cura di qualcuno può essere una sfida, è particolarmente difficile quando i loro bisogni sono frequenti e a lungo termine. Un partner può sentirsi obbligato ad aiutare e farlo può portare poca gioia o senso di frustrazione, rendendo difficile da sostenere. E può essere altrettanto stressante per chi riceve assistenza.

In che modo le coppie possono migliorare questa dinamica?
Una nuova ricerca suggerisce che ciò che motiva le persone ad aiutare è cruciale e che la motivazione è influenzata sia dalle loro interazioni con la persona di cui si prendono cura che dalla vita al di fuori del rapporto di coppia.

Perché aiuti?

I ricercatori che studiano la motivazione identificano due tipi fondamentali:
la motivazione autonoma o intrinseca, quando fai qualcosa perché ti porta gioia, soddisfazione o significato.
La motivazione controllata o estrinseca, quando fai qualcosa per lealtà o perché ti sentirai colpevole se non l’hai fatto.
In ogni caso, finisci per aiutare, ma la motivazione autonoma si sente meglio e porta a risultati migliori.
Negli studi sulle situazioni d asssistenza come il mio amico, i ricercatori hanno scoperto che chi prende cura con una motivazione intrinseca per aiutare i loro partner malati si sentivano più felici, più soddisfatti della loro relazione e meno angosciati dall’assistenza e meno inclini allo sfinimento di quelli che aiutavano per senso del dovere. È interessante notare che anche il partner curato sembrava beneficiare: erano più soddisfatti della loro relazione e, in alcuni casi, sentivano un maggiore sollievo dal dolore.

la gratitudine nella coppia

Perché le motivazioni interne degli aiutanti influirebbero sui loro partner? Sara Kindt, uno dei coautori di questi studi, dice che ha a che fare con il modo in cui la motivazione influenza la capacità di risposta dei caregiver nei confronti del loro partner.

“I partner motivati ​​autonomamente sono più aperti, curiosi e sinceramente ricettivi alle preferenze e alle esigenze dei partner”, afferma. “Al contrario, la motivazione di aiuto controllata di un partner potrebbe essere associata a reagire in modo più restrittivo e meno reattivo.”

In un recente studio condotto da Kindt e dai suoi colleghi, le coppie – in cui un membro soffriva di una condizione dolorosa chiamata fibromialgia e l’altra era un frequente questionario compilato quotidianamente dai caregiver per due settimane. I caregivers hanno riferito su cosa li motivava ad aiutare i loro partner, se pensavano che i loro partner fossero riconoscenti e in che misura aiutarli a mantenere gli obiettivi personali di quel giorno, come mantenere i rapporti con gli altri, godersi il tempo libero, lavorare o prendersi cura di la propria salute

I ricercatori hanno scoperto che nei giorni in cui i caregiver percepivano più gratitudine dai loro partner, la loro motivazione ad aiutare era significativamente più autonoma. Era meno autonomo quando si sentivano ostacolati nel realizzare i loro obiettivi, probabilmente non c’era da sorprendersi. Tuttavia, percepire la gratitudine ha avuto anche effetti riporti, rendendo i caregiver più intrinsecamente motivati ​​ad aiutare il giorno successivo. I conflitti con obiettivi personali non hanno avuto tali effetti di riporto.

“La gratitudine è una cosa potente”, dice Kindt. “Come il titolo di un articolo di Adam Grant suggerisce, ‘Un piccolo ringraziamento va molto lontano.”

gratitudine e amore
Superare battaglie con amore: Dan, 43 anni, e Jennifer Digmann, 41 anni, sono sposati da 10 anni. A Dan è stata diagnosticata una sclerosi multipla recidivante-remittente nel 2000, mentre a Jennifer è stata diagnosticata nel 1997 una SM recidivante-remittente che è stata riclassificata a SM secondaria-progressiva.

Come dare e ricevere

Cosa potrebbe significare questo per le coppie che attraversano momenti difficili? Secondo Kindt, aiuta a dimostrare che preservare una relazione positiva durante il caregiving è importante per il benessere sia dei familiari che dei riceventi di cure, e che dare e ricevere gratitudine potrebbe essere la colla che aiuta a farlo.
Tuttavia, potrebbe essere difficile sentirsi grati quando sei dolorante o ti senti giù. Alcune frasi che ricordo del mio amico erano proprio la sensazione di scarso apprezzamento della sua moglie. Lei si scusava spesso, dicendo che quando provava più dolore o incapacità nel reagire non solo fisicamente ma anche psicologicamente, lo trattava male o gli dava dell’incapace di capirla, sostenendo che suo marito non stava anticipando i suoi bisogni come poteva o stava cercando di ottenere lo scopo facendo il minimo.

Non puoi forzare la gratitudine, altrimenti, può sembrare più un’espressione di indebitamento, che non comporta gli stessi benefici di un’autentica gratitudine. E, se altre persone riprendono la nostra ambivalenza, potrebbe essere difficile per loro accettare la nostra gratitudine come reale.

In questi momenti, forse sarebbe utile riconoscere la nostra difficile situazione e provare la scrittura espressiva, che può essere un buon modo per esplorare emozioni dolorose – come delusione, tristezza o rabbia – e trovare più compassione per noi stessi e gli altri. Ciò potrebbe aprire la porta a emozioni più positive, come la gratitudine.

Sottrazione mentale delle relazioni:
Come apprezzare una persona amata immaginando la tua vita senza di loro

D’altra parte, potremmo anche ringraziare comunque e sperare che diventi più facile col passare del tempo. Gran parte della ricerca sulla gratitudine implica che alle persone venga detto di concentrarsi sulle loro benedizioni, indipendentemente dal fatto che le loro vite stiano andando bene o meno, continuando a essere più felici, più sani e più soddisfatti nelle loro relazioni.

Ma ringraziare non significa molto se il ricevente è chiuso, schivo, restio a ricevere il ringraziamento. Mentre la gratitudine è difficile da sentire a volte, può anche essere difficile da assorbire. Kindt dice che è importante che le persone ricevano grazie a riconoscerlo e riconoscerlo. Altrimenti, potrebbero perdere l’aspetto gioioso e gratificante di prendersi cura di un altro: “Le coppie possono trarre beneficio dall’esprimere più gratitudine, ma anche dall’imparare a prestare attenzione e fare assegnazioni positive quando gli sposi esprimono gratitudine nei loro confronti”, afferma. In questo caso, un’attribuzione positiva significa riconoscere che il ringraziamento di un partner è un’espressione del loro amore e apprezzamento.

Dati i potenziali benefici della gratitudine, potrebbe essere una buona idea per le coppie di praticarla regolarmente, indipendentemente dal fatto che il loro rapporto sia stato messo alla prova dalle difficoltà. Potrebbe aiutare a tamponarli quando arrivano tempi duri, il che è probabile che si verifichi in qualsiasi relazione a lungo termine.

“Quando il mio partner mi ringrazia per le piccole cose che faccio, come cucinare la cena, sento che rende l’attività di cucina, che non sempre mi piace, meno di un peso”, dice Kindt. “La gratitudine può essere ancora più importante nelle relazioni a rischio o in una situazione difficile”.

ringraziare per gratitudine

Le Donne e il Porno. La verità?

Le Donne e il Porno. Cosa ci dicono le donne realmente? Sicuramente non tutta la verità, forse per non passare male di fronte alla comunità, alle amiche o al partner. Eppure tra le donne e il porno c’è una buona intesa. Vediamo di approfondire.

cosa cercano le donne nei film porno Come sempre si studia sempre tutto, sicuramente la curiosità di capire che relazione ci sia tra le donne e il porno, se esiste simpatia o disprezzo ha creato un indagine che fa capire che più della metà delle donne sessualmente attive ha guardato un porno almeno una volta nella vita. Bene, ma solo una volta?

Il 50% quindi dichiara di aver visto un porno, ma solo il 65 % dichiara di aver gradito. Anche qui forse non la dicono tutta la verità. Ma la cosa che più apprezzano è di vederlo insieme al partner. E questo possiamo dire che è un buon punto di intesa e solidità per una coppia.

Vediamo di capire meglio questa relazione tra le donne e il porno.

Da questi studi e relative statische estrapolate, si evince che una su una donna

 

cheguarda saltuariamente un porno ci sono almeno quattro uomini che ne “fanno uso regolare”. Quindi si conferma quella regola che i video porno sono una prerogativa maschile, un abitudine dell’uomo. Parlando di uso abituale si stima che addirittura dopo il matrimonio l’uomo continui a scaricare e “far uso” di video pornografici.

 

E le donne?

Le donne hanno sempre conosciuto i vizi dei loro uomini ma fino a qualche anno fa era impensabile che ne prendessero coscienza al punto da cominciare a provare una bruciante curiosità nei confronti del genere.quindi se l’uomo è un consumatore assiduo di porno, di ogni tipo e livello, il 65 %  delle donne che dichiarano di aver gradito il porno, cosa piace di genere?

 

le donne preferiscono i porno lesbo

Le donne dimostrano di avere maggiore capacità critica e preferenze piuttosto delineate rivelando a tratti, atteggiamenti quasi schizofrenici ed un’isteria tipica del gusto femminile. Sia per l’uomo che per la donna il piacere sessuale è cruciale, ma le donne non sono programmate per reagire come gli uomini di fronte agli stessi stimoli visivi e confessano di eccitarsi molto di più quando nel film prevale l’aspetto narrativo, la cura della sceneggiatura. Basta poco per infastidirle.

Le donne e il porno non sono affatto distanti, ma Preferiscono partecipare in materia attiva alla propria eccitazione,chiamando in causa il pensiero, partecipando emotivamente e cerebralmente allo svolgersi delle scene. Nella donna è il lesbo ad essere preferito, con il quale liberare il lato saffico che ogni donna nasconde dentro sé. Per il resto le donne non amano molto parlare delle proprie fantasie sessuali, forse perchè talmente complesse e sfaccettate da risultare difficili da spiegare persino a loro stesse. Sono molto meno sensibili degli uomini agli stereotipi della bellezza e, se è vero che un gran pene resta sempre un gran pene, riescono ad eccitarsi per cose che gli uomini non potrebbero lontanamente comprendere.

 

Le Donne e il Porno e la Coppia

Le coppie che guardano i porno insieme

Le donne sanno che il proprio partner guarda film porno ma fa finta di nulla. Ma alla domanda: “E se il proprio compagno ne proponesse la visione?” Il 56% accetterebbe di vederlo e tra queste il 40% lo farebbe molto volentieri mentre solo un 16% lo farebbe per compiacere il partner. Per la maggior parte delle donne inoltre la visione di film porno gioverebbe alla coppia quando sopraggiungono periodi di crisi proprio per rinnovare il desiderio e le fantasie sotto le lenzuola.

Da un sito di incontri per coppie e singoli/e è stato riportato un elenco tratto da un documento che darebbe delle regole per i film porno, che segue lo stile del gruppo Dogma del regista danese Lars Von Trier e passa per la stessa casa produttrice, Zentropa.

Le regole sono sette.

  • Ci vuole una storia di argomento erotico che deve nascere da una o più fantasie femminili o da situazioni della vita di tutti i giorni.
  • Bisogna enfatizzare sensazioni, passioni, sensualità, intimità, basarsi sul piacere e il desiderio della donna e su un andirivieni fra vicinanza e distanza, vedo e non vendo, ricordando che i piaceri dei preliminari sono sempre i migliori.
  • I corpi vanno mostrati in tutti i loro dettagli erotici, facendo vedere anche la bellezza del corpo maschile e non sempre completamente svestito.
  • Tempo e luogo dell’azione non sono cruciali, mentre è gradita un poco di sensualità old fashioned: una spalla o un ginocchio nudi possono essere molto eccitanti.
  • Ben venga un sottile humour, magari anche una scena comica all’inizio, per rompere il ghiaccio – ma mai durante l’atto sessuale.
  • Sì alle fantasie femminili in cui la donna immagina di essere stuprata da uno sconosciuto o scene con un poco di brutalità, ma assolutamente no alle scene di donne che subiscono coercizioni o violenze contro la loro volontà.
  • Infine, la settima regola: basta con l’uomo dominante a tutti i costi. “Quello che odiamo“, scrivono le cinque signore, “è vedere la donna costretta a fare una fellatio, i suoi capelli tirati, l’uomo che le viene in faccia“. Che invece è proprio quanto piace di più nei film meglio venduti in Italia.

 

In Conclusione

Chiudo con una idea che consiglio a tutti, coppie in particolare: Parlate e condividete la Vostra sessualità, anche visionando un porno e fantasticandone sopra assieme. Il porno è un ottimo antidoto alla noia , soprattutto nella coppia, soprattutto in quelle in odor di crisi:

Se per molto tempo abbiamo pensato che il porno fosse la cosa più lontana dal romanticismo, ora possiamo dire che invece potrebbe favorirlo. Il motivo sta proprio nel fatto che non è più considerato una questione solo maschile, quasi sempre tenuta nascosta e se scoperta considerata alla stregua di un “tradimento”. Oggi il porno diventa una questione di coppia, una sfera condivisa che può far sentire uniti. Non è una cena a lume di candela, ma può avere sulla coppia lo stesso effetto.

Buona Visione e buon sesso.

E se tua figlia…

…Ti chiedesse cosa sia il BDSM, il masochismo o altre squallide cose tu glielo spiegheresti?

bdsm, racconto, forumTutto è nato da una pubblicazione fatta su Google+. Ho linkato una storia BDSM di un forum e qualcuno poi ha commentato definendola Scandalosa e Proccupante. Logico, era abbastanza spinta, esplicita, pornografica, ma non fuori dalla realtà. La cosa che non ho capito, forse qui ho peccato di presunzione, è il motivo che ha spinto questa persona a confrontarsi con me, con educazione e difesa genitoriale, soprattutto quando ho messo in gioco la possibile Figlia che potrebbe avere.

Vengo a raccontarvi, dove US starà per “Utente Social” e MS per me medesimo (Massimilian Sterling)

MS: “Ma perché?”

US: “Perché ci sono ragazzine che vengono invitate a fare per questo, tramite chat. E solo perché? Per avere soldi in tasca per soddisfare i loro vizi! Vizi che genitori sostengono ponendo un limite. Il problema è che queste ragazze non hanno limiti e ci sono persone che le attraggono apposta per soddisfare la loro mente malata!!!”

MS: “Se tua figlia accetta soldi per una chat la ritieni malata?”

US: “Fortunatamente mia figlia non va d’accordo con internet… Ma cmq si! La riterrei malata… Le persone che fanno questo, nascondono una forte sofferenza!!!”

MS: “Oppure nascondono altro. Forse sanno che sfruttare la mente e il corpo in certe situazioni e modi può essere remunerativo.”

US: “Quindi se te avrai una figlia, ti siederai accanto a spiegare come fare sadomaso…”

MS: “Spero che se dovesse aver delle curiosità e dei desideri del genere, qualunque desiderio legato alla sessualità, spererei si fidasse a parlarne con me per capire le realtà di certe cose piuttosto che incappi in difficoltà perché “inesperta”.”

US: “Quindi a te va bene che usino il suo corpo in modo selvaggio e privo di qualsisi sentimento se non quello di raggiungere l’apice del piacere con la mente?!???”

MS: “Hai mai fatto bdsm, bondage o sesso fine a se stesso? Se non lo hai mai fatto non puoi capire, se non puoi capire non puoi giudicare.”

US: “Io non giudico Massi chi lo fa! Dico semplicemente di non publicizzarlo perché ci sono ragazzine che hanno avuto dei problemi!!! Se tu lo sei non vedo perché lo vuoi insegnare…. Fallo e basta! Ma fallo con persone che sono della tua stessa mentalità…”

MS: “Le persone della mia stessa mentalità le trovo colloquiando di questi argomenti.Chi non vuole parlarne non lo considero, non pretendo capisca o faccia ciò che piace a me. Di contro non deve rompermi con il fatto che sia giusto o sbagliato, immorale o perverso.Se non vuoi vedere ciò che pubblico sei libera di cancellarmi dai contatti e bloccarmi.”

Cosa pensate di tale confronto? Riuscirete un giorno ad affrontare con i vostri figli la sessualità nelle sue forme più diverse?

Naturismo in Italia

Il Naturismo in Italia non ha una legge che regolamenta e garantisce tale pratica, per tanto ancora oggi essendo orfano di regolamentazione statale si avvale di piccole leggi emanate dalle singole regioni.

Naturismo in Italia leggi e normativeAd ovest dell’Italia c’è la Francia, uno stato con molte spiagge e resort per nudisti. Ad est dell’Italia c’è la Croazia, un paese che ha forse la più alta concentrazione di spiagge per naturismo di qualsiasi luogo sulla Terra. Considerando come il naturismo è fiorito nei paesi vicini del Mediterraneo, ci si può aspettare una situazione simile in Italia. Questo non è il caso, però. Il sentimento pubblico tende a favorire l’opzione del bagno in piscina in aree designate, ma, per quanto riguarda il problema del naturismo, l’atteggiamento delle istituzioni in Italia non è stato così liberale, come del resto l’atteggiamento degli italiani stessi. Siamo sicuri che ci sono una miriade di ragioni per cui poche spiagge in Italia siano ufficialmente dedicate al naturismo, ma la spiegazione più ovvia è l’influenza monolitica della Chiesa cattolica, che negli ultimi decenni è riuscita a mantenere parzialmente le redini sulla politica sociale anche se i costumi sociali si sono evoluti molto tempo fa. L’Italia è prevalentemente cattolica (almeno nominalmente), ed è l’epicentro del cattolicesimo, anche se gli italiani moderni non hanno più la fama di forte religiosità.

Come accennato sono poche spiagge per nudisti in Italia, sono tutte soggette alle leggi locali che governano le manifestazioni pubbliche di nudità, dato che non esiste a livello nazionale una legge che regolamenta e garantisce tale pratica, per tanto ancora oggi essendo orfano di regolamentazione statale si avvale di piccole leggi emanate dalle singole regioni.

Fortunatamente, le interferenze da parte delle autorità sono diventate sempre meno comuni. L’ultimo episodio noto dell’azione anti-nudità in una spiaggia naturista risale al 2001, quando ci fu un raid a sorpresa sulla Spiaggia di Marina di Alberese in Toscana, in cui alcune dozzine di nudisti furono multati per esposizione indecente. Nel 2003 una sentenza ha stabilito secondo cui le autorità non devono interferire con la nudità non-offensiva nelle spiagge naturiste o in aree remote.

Attualmente Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo sono le regioni che hanno emanato una legge allo scopo di favorire il turismo naturista sul proprio territorio  5 Le spiagge ufficialmente autorizzate alla pratica naturista da parte delle amministrazioni locali

Maggiori informazioni seguono sulla pagina dedicata della FENAIT

Secretary

Secretary è un Film del 2002, Commedia insolita, briosa e paradossale su un amore molto particolare. Per chi non lo avesse visto ecco la trama e un opinione sul film.

Lee Holloway è appena ritornata a casa da una clinica psichiatrica dopo essere stata ricoverata per autolesionismo. Determinata a volersi guadagnare un posto nella società, impara a battere a macchina e viene assunta come segretaria nello studio dell’avvocato E. Edward Grey. Una particolare sensibilità lega i due, prima professionalmente, poi personalmente. Contemporaneamente la ragazza intreccia una relazione con il timido Peter, ex compagno di liceo intenzionato a creare una famiglia.

Nel film vengono affrontati temi come la dominazione, la sottomissione e il BDSM. A questa aspirazione naturale di Lee ad (auto)infliggersi dolore si sostituirà la scoperta di un nuovo mondo, e la ragazza diventerà il ritratto della consapevolezza sessuale, formando, infine, una felice relazione con Mr. Grey.”

Il Film Secretary mi piace, moltissimo. Se avete notato l’avvocato di Secretary si chiama Mr Grey, ma lui è l’originale e non ha niente a che vedere con l’altro giovinastro presuntuoso e stalker di “50 Sfumature di Grigio”. La scrittrice ha copiato, chissà poi perchè (anche se presumo che non l’abbia mai visto Secretary, solo un banale gioco di parole per il titolo del libro)

In Secretary è molto bello come nasce la loro relazione di Master & Slave, sono scossi e stupiti, ma hanno una forte consapevolezza che tale dimensione farà bene, è giusta per loro. Non c’è esuberanza e strafottenza da parte di Mr Grey, ne assolutamente un autocompiacimento, un suo ruolo scelto perchè lo conosce e sfrutta la Holloway per i suoi vizi. Niente affatto, sa che ciò che fa servirà a lei per uscure da quell’universo di autolesionismo dove ha sempre vissuto. Il BDSM a parere mio è vivo e presente ma mai estremo, solo la parte finale è più spinta, ma è dovuta.

In fondo non è altro che una storia d’amore assolutamente tradizionale, dolce e perversa allo stesso modo, lei che ha bisogno di essere coinvolta, trascinata via da un problema, dominata e rassicurata sulla sua sorte. Lui, in fuga da una ex moglie dominante, trova la piccola Lee, dolce e persa, bisognosa delle attenzioni che lui potrà darle sfogando la sua natura di dominante.

Ben fatto, splendidi gli attori, da vedere e dimenticarsi delle storie d’amore convenzionali che abbiamo fino ad oggi visto al cinema.

 

 

Master, il suo ruolo con la Slave

Un Master è un dominante maschile della comunità BDSM. L’errore comune è considerare che i Master esercitino un controllo finale sulle loro schiave (Slave) fino a considerarle non come persone ma come oggetti posseduti da loro stessi.

Un Master BDSM è un Dominante

In realtà le vere relazioni tra Master e Slave nella comunità BDSM sono simili ai matrimoni tradizionali. Queste relazioni sono spesso a lungo termine e tutte le parti entrano in queste relazioni in modo disciplinato. Il collare che spesso vediamo può essere usato come simbolo dell’impegno di una Slave al loro Master, consideriamolo simile all’anello di nozze.

Anche se i termini utilizzati per descrivere questi ruoli – Master e Slave – li fanno suonare come che qualcuno sia stato costretto a compiere una scelta e a subirla, questo non è assolutamente vero. le/gli Slave sono adulti consensuali che fanno la scelta di legarsi ai loro Master, in cambio, i loro Master sono responsabili della loro sicurezza, salute fisica e mentale. I termini e i limiti di una relazione di padrone e schiava/o sono solitamente solidificati con un contratto formale, dove ambedue le parti approvano gli impegni e li porteranno avanti. Nel contratto sono riportate tutte le forme e clausole in maniera seria e per niente banale.

 

master BDSM dona un collare come segno di appartenenza

La formazione dello Slave è un’attività BDSM volta a cambiare il comportamento dell’individuo in un modo che sia gradito al Master. La formazione dello Slave può essere un processo di apprendimento sia per egli stesso, sia per il Master. La formazione è di solito definita in passi chiari o piani di lezione prima che essa inizi.  A seconda del rapporto, uno o più piani di lezione possono anche coinvolgere alcune forme di punizioni come disagio psicologico o emotivo per creare il risultato spiacevole che la pena richiede. Altre volte tali punizioni possono includere l’uso di spanking, restrizioni fisiche o bloccaggio per incoraggiare la conformità e fornire allo schiavo un motivo specifico da rispettare.

 

 
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Le Spiagge naturiste in Italia

Quando sentiamo parlare di nudismo o naturismo ci viene subito una domanda: dove lo possono fare, dove gli amanti del genere possono godersi la loro nudità senza creare imbarazzi, scandalo o malumori? Bene, esistono Spiagge naturiste in Italia e luoghi dedicati.

Spiagge naturiste in Italia
Dopo aver affrontato l’articolo per capire la relazione tra sesso e nudismo, vediamo però dove il naturismo si può fare in Italia. Oggi ci sono 5 Spiagge naturiste in Italia ufficialmente autorizzate dalle amministrazioni locali, mentre una serie di altre spiagge libere la pratica del Naturismo è tollerata poichè presidiate dalle Associazioni Naturiste FENAIT presenti sul territorio italiano.

Qui riporto però un elenco tratto dal sito Italia Naturista e a seguire una galleria tratta da un articolo su Zingarate.com

 

Valle d’Aosta – Piemonte – Lombardia

 

Liguria

 

Trentino Alto Adige – Veneto – Friuli-Venezia Giulia

 

Emilia Romagna

 

Toscana

 

Umbria – Marche

 

Lazio

 

Abruzzo – Molise

 

Puglia – Basilicata

 

Campania – Calabria

 

Sicilia – Sardegna

 

 

Le Spiagge naturiste in Italia

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Le Spiagge naturiste in Italia - Punta Chiappa, Liguria
Le Spiagge naturiste in Italia – Punta Chiappa, Liguria

Le Spiagge naturiste in Italia - Spiaggia di Felciaio, Isola d'Elba
Le Spiagge naturiste in Italia – Spiaggia di Felciaio, Isola d’Elba

Le Spiagge naturiste in Italia - Marina di Bibbona, Toscana
Le Spiagge naturiste in Italia – Marina di Bibbona, Toscana

Le Spiagge naturiste in Italia - Spiaggia di Capocotta, Lazio
Le Spiagge naturiste in Italia – Spiaggia di Capocotta, Lazio

Le Spiagge naturiste in Italia - Spiaggia del Nido dell’Aquila, Toscana
Le Spiagge naturiste in Italia – Spiaggia del Nido dell’Aquila, Toscana

Le Spiagge naturiste in Italia - Marina di Camerota, Campania
Le Spiagge naturiste in Italia – Marina di Camerota, Campania

Le Spiagge naturiste in Italia - Spiaggia di Marina di Alberese, Toscana
Le Spiagge naturiste in Italia – Spiaggia di Marina di Alberese, Toscana

Le Spiagge naturiste in Italia - Spiaggia di Guvano, Liguria
Le Spiagge naturiste in Italia – Spiaggia di Guvano, Liguria

Le Spiagge naturiste in Italia - Laguna di Mort, Veneto
Le Spiagge naturiste in Italia – Laguna di Mort, Veneto

Le Spiagge naturiste in Italia - Casello 41, Sicilia
Le Spiagge naturiste in Italia – Casello 41, Sicilia

Le Spiagge naturiste in Italia - Cala di Porto Ferro, Sardegna
Le Spiagge naturiste in Italia – Cala di Porto Ferro, Sardegna

 

Naturismo e Sesso

Naturismo e Sesso, che legame c’è? Assolutamente niente! Per quanto strano possa essere per alcuni, il fatto di avere piacere nello stare nudi non implica per forza una componente sessuale, soprattutto in questo caso.

naturismo e sesso

Normalmente si tende a liquidarlo come l’abitudine, soprattutto estiva, alla vita senza veli ed il termine è spesso utilizzato in analogia a nudismo. In realtà il naturismo, come si evince dalla definizione ufficiale, è una filosofia di vita ed un modo di intendere il corpo umano come emanazione o propaggine del mondo naturale. Esattamente come le altre creature terrestri l’uomo appartiene ad un ecosistema e pertanto, per vivere in armonia con se stessi e con il cosmo, è impossibile prescindere da un contatto autentico con la natura che può realizzarsi solo attraverso uno stile di vita ecosostenibile ed ecocompatibile.

Vivere senza vestiti infatti, è solo uno degli aspetti della filosofia naturista, i cui principali elementi sono:

  • la riscoperta del valore del corpo
  •  il culto del benessere psico-fisico
  • l’importanza dello sport e della regolare attività fisica
  • un’alimentazione sana ed equilibrata che predilige prodotti bio e si realizza (spesso) nella dieta vegana o vegetariana
  • la cura del corpo attraverso la medicina non convenzionale (omeopatia, fitoterapia, naturopatia)
  • una socialità basata sui concetti di comunione e condivisione
  • il rispetto per l’ambiente e per gli animali

Naturismo: in altre parole, “un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune,  allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente” ; così lo definisce l’INF – International Naturist Federation che, da più di 50 anni, riunisce sotto la sua egida tutte le principali associazioni internazionali.

 

Breve storia del naturismo

 

Naturismo e Sesso, che legame c'è?

 

(Fonte Annunci69)