Il Coronavirus è dentro le nostre conversazioni

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Il Coronavirus è dentro le nostre conversazioni ed è difficile non menzionarlo, non parlarne.

il Coronavirus ha davvero condizionato ogni minima parte della nosrta vita. Negli ultimi tempi quando sono a fare la spesa cerco sempre di essere celere nell’occupazione della porzione di scaffale e nella scelta dei prodotti. Non che non lo fossi mai stato, ma dato che oggi le persone devono attendere per mantenere la corretta distanza personale, ecco che il mio prelevare il prodotto dallo scaffale ha subito un ulteriore accelerazione. Ma non vale per tutti, dato che spesso osservo in una lunga agonia la scelta di un panetto di burro che mi portano allo sfinimento. Prima avrei fatto anche il contorsionista, infilandomi davanti e prendendo ciò che mi serviva intonando la mia frase preferita: “Se ci mette cosi tanto a morire, povero il prete che l’assiste!”, ma oggi no, sto attento.

Perché tutti questi problemi?

Solo Coronavirus? Abbiamo un bambina, rischiamo di portare un virus in casa dei genitori, potrebbero bloccarci lavorativamente, esiste altro?

Si, che il Coronavirus è dentro le nostre conversazioni

Coronavirus e ricerca di conforto

E’ divenuto stressante andare a fare la spesa, uscire per commissioni o lavoro. Quando devi andare da qualche parte in pubblico, torni a casa e getti i vestiti e non li rimetterai un’altra volta fino a che non gli laverai con massicce dosi di napisan o amuchina. Non lo fai perché hai paura di morire, lo fai perché non vuoi infettare nessuno che ami. E poi parlando con la mia compagna ci si racconta delle varie situazione a cui assistiamo, che ci crea pensiero e nervoso, spesso la prendiamo sulla sdrammatizzazione e ne scherziamo. Ma l’argomento e’ Coronavirus, sempre e comunque.

Stiamo cercando di non parlare delle notizie. Proviamo a parlare di altro, tipo che film o serie tv nuova che potremmo guardare, l’estate, la mia e sua famiglia, ma alla fine il Coronavirus è tornato al centro della conversazione:

  • L’estate cosa si fa? Dipende dal Coronavirus e come si organizzeranno le strutture ricettive.
  • Se andiamo in campeggio, il lavoro ce lo consentirà dato che siamo stati fermi per molto tempo?
  • Ho saputo dei centri estivi, ma come sono organizzati con le distanze e le sicurezze necessarie?
  • Vorrei scendere da mia madre ma lo sai, è anziana e piena di acciacchi, e se gli portassi in casa il Covid a mia insaputa?…..

Sempre il dubbio, il preoccuparsi, la presenza della parola Coronavirus in una costante stabile e ossessiva.

Rimane quindi tutto in attesa. Anche se non abbiamo detto la parola Coronavirus le conversazioni ci lasciano sempre stanchi e spesso ammutiliti per evitare di continuare di rimuginare su quei pensieri.

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Il coronavirus ha toccato tutto

Esiste un modo per parlare di qualcosa, senza la parola “Coronavirus che risuona?

coronavirus e marketing

La risposta secca è no. Anche ciò che non è notizia parla del Coronavirus, il marketing di oggi è tutto incentrato sulla pandemia.

Quindi non puoi sterilizzare la conversazione solo perché pensi che dovresti sembrare spensierato, come se niente stia accadendo. Ognuno sta facendo del proprio meglio per eliminare il coronavirus dalle mani con sapone e disinfettante. Stiamo provando a cancellarlo dalle cose che usiamo tutti i giorni e qualcuno anche dal fondo delle proprie scarpe. Vogliamo anche disinfettare i nostri pensieri.

Siamo così stanchi di sentirne parlare al telegiornale, vogliamo “disinfettarlo” dalle nostre vite e conversazioni personali.

Invece può sembrare assurdo e di controtendenza alla mia prima parte di articolo, può sembrare ironico ma invece si deve parlarne

Ad esempio, quale potrebbe essere il tuo argomento adesso, la tua prima domanda? Se nel caso ti stia chiedendo se le cose torneranno alla cosiddetta normalità, la risposta è “Adesso no!”.

La tua vecchia normalità è sparita

Quindi smetti di aggrapparti alle nozioni passate di conversazione “ordinaria”, non è salutare. Il coronavirus non è un argomento di tendenza che svanirà tra qualche giorno: Diventerà ancora più reale.

Sta piegando la storia alla fantascienza distopica, qualcosa che non avremmo mai pensato che potesse accadere. Congratulazioni, sei finalmente un personaggio di un romanzo di qualche autore di thriller o in una film della Marvel con gli Avengers e come personaggio hai un copione e il tuo dialogo dovrebbe riflettere proprio la realtà che stai vivendo.

Coronavirus ha cambiato tutto

Una pandemia come questa cambia tutto. Non sta solo alterando il modo in cui lavoriamo e socializziamo, ma anche il modo in cui viviamo.

Sono al lavoro fortunatamente, ma a casa abbiamo una bimba 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Sta facendo le videolezioni e fa solo la prima elementare, una fatica immane per la mia compagna. Mio fratello vive a 250km, in cassa integrazione da 3 mesi. Mio madre 80enne invalida chiusa in casa con nessuno che può andare a fagli compagnia a parte mio fratello, a distanza e pochi minuti perchè ovviamente è un soggetto a rischio. E tu, cosa mi dici di te?

In sostanza non puoi raggirarlo.

Non puoi mettere in quarantena i tuoi pensieri

A casa abbiamo pensato di ascoltare le notizie solo la sera, appena rientrati dal lavoro, un quarto d’ora, di parlare di ciò che sta accadendo e capire le varie evoluzioni pratiche (fase 1, 2 spostamenti, aperture). Nessuno di noi aveva mai vissuto una pandemia prima d’ora, logico esserne scioccati e come te e tutti siamo in balia degli eventi e dell’essere guardinghi verso il Coronavirus.

Ora sappiamo meglio cosa significhi, o almeno penso.

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Non sono eccessivamente preoccupato, ma non posso neanche non parlare di ciò che sta realmente accadendo. Non possiamo gestire e selezionare una pandemia come abbiamo fatto con i nostri problemi personali. Una pandemia non è un problema o un ostacolo personale, il Coronavirus è globale.

Il coronavirus non è un’emozione

Non puoi considerare il coronavirus più di quanto tu possa considerare la tua stessa paura, ansia o mancanza di fiducia. A differenza delle nostre emozioni, il coronavirus è una cosa fisica che può ucciderci, indipendentemente da come ci sentiamo al riguardo. Stiamo imparando di più sulla nostra situazione ogni giorno, la nostra situazione è in continua evoluzione e ciò richiede discussione, confronto, unione.

L’altro giorno ho letto un articolo che cercava di mostrarmi come parlare di qualcosa di diverso dal coronavirus. Va bene, si può e si parla ovviamente di lavoro, amore, sport, shopping, ma poi? Lo sport è fermo, lo shopping è in relazione alle aperture, l’amore e le relazioni sono condizionate dagli spostamenti, il lavoro è in bilico causa crisi economica derivante, le ferie?

Puoi uscirne e divagare, ma alla fine cosa ti porta a parlare sono anche le tue emozioni, gli stati d’animo, il tuo vivere oggi. Tutto il resto è solo una conversazione educata. Se sei come me, non vuoi inventare risposte a domande del tipo “Per cosa sei grato?” o “Cosa ti ha sorpreso ieri?”

Non puoi parlare delle tue vere emozioni senza approfondire.

Perché se rispondo davvero a domande del genere, tutte riconducono al coronavirus. Trovare risposte false, compiacenti e circostanziali non aiuta a rilassarmi. Mi dà ancora più stress.

Non puoi eliminare una pandemia

coronavirus e disinfettare i pensieri

Parlare di “qualsiasi altra cosa” non è abbastanza a volte. Dobbiamo parlare di ciò che abbiamo in testa.

Costringerci ad argomenti irrilevanti non aiuta. Né fornisce risposte intelligenti a domande non sincere.

Questo non ti farà stare bene. Né dichiarerà alcuni argomenti “off limits” perché potrebbero essere influenzati dalla pandemia. Nel caso in cui non l’avessi notato, come ho scritto poco sopra, tutto è influenzato.

Nelle ultime settimane, qualsiasi cosa buona o cattiva nella mia vita è stata il risultato della pandemia. 

È un nuovo mondo strano, e dobbiamo parlarne. Costringerti a conversare in modo “normale” come una persona di qualche anno fa, o anche solo di qualche mese fa, non aiuta la tua salute emotiva.

La verità è da qualche parte, nel mezzo forse come dice il proverbio. Non puoi semplicemente parlare solo del virus stesso, ma devi anche capire che tutto quello di cui si voglia parlare sarà influenzato da esso, dalla parola Coronavirus, Covid o Virus, in qualche modo.

Quindi smetti di provare così tanto a non parlarne. Non devi parlare di decessi e politici. Ma la pandemia sta a te come la tua vita è immersa nel mondo. Ci sei dentro e ci siamo dentro.

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Tutto ciò a cui pensi ha un’ombra

coronavirus e la scuola

Ciò di cui sono grato è che ho trovato una calma maggiore in giro, code educate e rispettose, poca ressa, traffico scarso. Anche se questo ultimo è durato poco.

Molti sono adesso nella fase 2 sempre fuori, anche solo per correre, e magari non hanno mai corso in vita loro, probabilmente deriva dal fatto che vogliono allontanarsi da casa, dalla moglie, dai suoi figli.

Tutto ciò che penso è che alla fine tutto mi riporta alla cosa di cui non dovrei parlare. Sono stanco di fingere una conversazione evasiva, fuori dalla situazione attuale. Mi sono stancato molto tempo fa. Quindi, invece di provare a parlare di qualcos’altro, forse le persone che si sentono a disagio con gli attuali discorsi, devono abituarsi alla vita al di fuori del rifugio in cui sono cresciute.

Quando trascorri la tua vita solo parlando di ciò che è piacevole ed escludendo la realtà, aspettati di essere fragile.

Vuoi essere un uovo o una roccia?

Voglio parlare del destino sopravvissuto. Voglio parlare di tecniche di risanamento. Voglio parlare della seconda grande depressione. Voglio parlare della realtà di fronte a me, senza far finta che la vita sia la stessa di 3 mesi fa o non lo sarà mai più. Ma voglio anche parlare della talpa che ho visto ieri durante una passeggiata. 

Qualche tempo fa scrivevo sulla mia pagina di Facebook:

Oggi la vera vittoria non è sconfiggere il virus a parere mio, sì anche quello sarà un traguardo, ma di una tappa di questo percorso. La vittoria vera sarà accettare il cambiamento, abbandonando le abitudini passate per crearne di altre. Ho sempre sostenuto che l’adattamento individuale è sintomo di intelligenza, e noi come essere viventi evoluti capaci del raziocinio e del ragionamento dovremmo dimostrare tale arte: adattarsi. Che non è da confondersi con accontentarsi, è ben più complesso. Vivendo questo momento storico e osservando quanti oggi rimpiangono ciò che era qualche mese fa la vita, mi sovviene un passaggio di un film:

“Non potevate sopportare il vostro fallimento. Dove vi ha condotto? Di nuovo da me. Pensavo che eliminando metà della vita, l’altra metà avrebbe prosperato. Mi avete dato prova che è impossibile. E fin quando ci saranno quelli che ricordano ciò che è stato, ci saranno sempre quelli incapaci di accettare ciò che potrebbe essere” (Thanos – Avengers, The Endgame)

La vita ordinaria e straordinaria si sono mescolate. Così dovrebbefare d’ora in avanti la nostra conversazione.

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Autore

massimilian.sterling@gmail.com
Master BDSM, Counselor ed esperto nell'interpretazione delle emozioni, linguaggio del corpo, espressioni facciali.

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